Luchino Luchini

cenni biografici e attività

 

adattato da "In Memoria di Luchino Luchini, 1871-1924"
Del Bianco e Figlio editori, Udine 1926(?)

 


Cenni biografici

Attività:

Discorsi commemorativi

 

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Cenni biografici

Luchino Luchini, figlio di Antonio, maestro elementare, e di Ballico Teresa, nacque in San Giorgio della Richinvelda il giorno 30 aprile 1871. Poco più di un anno dopo (ottobre 1872) ebbe la sventura di perdere il padre.

Dopo frequentate le classi quarta e quinta elementare a Maniago, a 15 anni venne ammesso alla R. Scuola Pratica di Agricoltura di Pozzuolo del Friuli. Fu uno dei migliori allievi di quella Scuola, e vi conseguì il diploma di licenza nel 1888. Suo ideale sarebbe stato di poter procedere nella via degli studi, ma dovette rinunciarvi per attendere all'azienda domestica. Non tralasciò però di coltivare la mente ed il cuore, sempre e intensamente, così da formarsi un grado di coltura non comune.

Per molti anni resse come titolare l'Ufficio Postale di San Giorgio della Richinvelda; durante lungo periodo coprì la carica di assessore comunale. Fu Consigliere provinciale. Fondò la Cassa Rurale di Prestiti in S. Giorgio della Richinvelda e la diresse fino agli ultimi giorni di sua vita; fu il principale fautore ed uno dei fondatori dell' Asilo Infantile di S. Giorgio della Richinvelda e del Forno Rurale, della Casa di Ricovero, della Scuola dei Cestari e di Economia domestica. Fu pure socio fondatore della Società Fornaci di Laterizi « Ing. de Rosa » di S. Giorgio della Richinvelda.

Coltivava con entusiasmo ogni iniziativa che tornasse a vantaggio del popolo e specialmente delle classi povere.

Delle istituzioni delle quali formava parte, si può dire che egli assumesse da solo il carico dell'amministrazione, facendo anche eccessivo assegnamento sulle proprie forze, prodigandosi in tutti i modi e sopportando con ammirevole serenità noie e disagi, superando ostacoli di ogni sorta.

L' 8 aprile 1904 condusse in isposa sua cugina, la eletta signorina Maria Ballico, figlia dello zio materno sig. Enrico Ballico. Non ebbe figli. Morendo, il 17 marzo 1924, lasciò inconsolabile anche la vecchia sua madre, altra eletta donna, che seppe in tempi assai difficili ben guidare la propria famiglia, e specialmente il prediletto figlio Luchino.

Lasciò pure tre sorelle : Maria, Olimpia e Antonietta, quest'ultima sposata in Mizzau.

 

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Attività di Luchino Luchini nelle varie istituzioni


Amministrazione del Comune di S. Giorgio della Richinvelda

Giovanissimo ancora, il cav. Luchini venne eletto Consigliere e poi Assessore e tenne tali cariche per quasi un trentennio, sempre attivissimo, sempre pronto a dare appoggio e sostenere con anima vibrante di apostolo tutte le iniziative sane, intese a migliorare le condizioni economiche del Comune.

Diede costantemente prova di rettitudine esemplare, di profonda coscienza e competenza in materia amministrativa ; fu sempre ascoltatissimo e seppe fermamente essere battagliero nelle questioni più vitali, quando riteneva compromesso l'interesse del Comune e il progresso dello stesso.

Ebbe parte attivissima, preponderante nella risoluzione dei problemi più importanti. Propugnò strenuamente: l'impianto della luce elettrica, l' assetto scolastico, l'edilizia scolastica, la costruzione dell'acquedotto, l'irrigazione, lo sviluppo dell'agricoltura e l'assetto degli Uffici municipali.

 

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Cassa Rurale di S. Giorgio della Richinvelda

Il cav. Luchino Luchini, fin dalla prima giovinezza fervente apostolo della cooperazione, specialmente nel campo agrario, all' idea cooperativistica dedicò molta parte della sua attività.

Da oltre un trentennio, per merito Suo e del comm. prof. Domenico Pecile, i principî cooperativi nel campo agricolo ebbero tangibile applicazione con la costituzione di molte ist­tuzioni cooperative nel suo paese di S. Giorgio: fra esse primeggia la Cassa Rurale, che venne istituita fino dal 1891.

Dalla costituzione di essa, Egli venne eletto amministratore, carica che tenne ininterrottamente, fino all'ultimo di sua vita.

Nel 1917, al momento del nostro doloroso esodo, mentre nulla del proprio egli potè portare seco, ebbe cura di trarre in salvo tutti i valori ed i registri della Cassa Rurale, tanto che questa sua prediletta Istituzione, al ritorno nella piccola patria ed al risorgere dell'attività friulana, potè immediata­mente riprendere le proprie regolari funzioni.

I soci della Cassa Rurale, come tutti i concittadini, in ogni contingenza ebbero sempre nel cav. Luchino Luchini, oltre al sagace e scrupoloso amministratore, un illuminato, disinteressato e competente consigliere, sia nel campo economico che in quello tecnico-agrario.

E fino dagli anni in cui ben raramente si poteva udire la voce di qualche valoroso conferenziere su argomenti interessanti gli agricoltori, questi bene spesso a Lui ricorrevano per consigli ed aiuti.

La Sua scomparsa per la Cassa Rurale di S. Giorgio fu una gravissima perdita ; ed i soci ben a ragione lo piangono come vero amico ed amministratore. Le tracce che Egli lasciò impresse sulla via percorsa da questa Istituzione, saranno sempre guida e sprone ai di Lui successori.

 

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Patronato Scolastico di S. Giorgio della Richinvelda

Il Patronato Scolastico di S. Giorgio della Richinvelda venne fondato molti anni prima (1898) che la Legge Credaro, del 1911, rendesse obbligatoria l'istituzione, e venne fondato per merito del cav. Luchino Luchini che ebbe sempre una particolare affezione e predilezione per esso, rendendosi piena­mente conto della necessità di tale istituzione per dare impulso vigoroso alla pubblica istruzione. E ne fu sempre il Presidente, e si dedicò attivamente perché il Patronato esplicasse tutta l'attività possibile.

Istituì nel 1911 la Scuola di Disegno applicato alle arti e mestieri, dotandola di materiale didattico e vigilando attiva­mente sul regolare andamento.

Ebbe gran parte nella istituzione della Scuola di Economia domestica nel Capoluogo, attuando l'idea gettata dall'oggi pure defunto comm. Domenico Pecile; è tale scuola, una delle pochissime del Friuli; ebbe inizio nel 1913 e fu oggetto di speciali cure da parte del cav. Luchini.

Sempre allo scopo di diffondere l'istruzione, di educare maggiormente gli animi, fondò una biblioteca circolante per gli alunni delle scuole, per gli operai e contadini e costantemente la sostenne.

Anche la Scuola Cestari, istituitasi a S. Giorgio fin dal 1905, fu oggetto della particolare attenzione del cav. Luchino Luchini, che vedeva in essa un mezzo per sottrarre i giovani contadini al vizio, all'ozio e per creare loro la possibilità di dedicarsi a lavoro proficuo nelle sere invernali.

 

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Asilo Infantile di S. Giorgio della Richinvelda

Fin dal 1915 il cav. Luchino Luchini comprese la necessità di alleviare le famiglie dei militari richiamati alle armi, onde potessero dedicarsi meglio ai lavori dei campi e pensò di raccogliere i bambini dai tre ai sei anni in un Ricreatorio. Seppe appassionare il paese a questa idea e 1' attuò coli' ap­poggio della insegnante signorina Luigia D'Andrea, dotando il Ricreatorio dei mezzi didattici più necessari. Provvide al funzionamento facendolo sussidiare dal Comune e coi contri­buti delle famiglie : così funzionò per tutta la durata della guerra. Nel 1919 il Ricreatorio venne chiamato Asilo ed ebbe una vita più regolare, sempre sotto le assidue cure e per inerito precipuo del cav. Luchino Luchini, che seppe sempre prov­vedere i mezzi finanziari necessari.

 

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Cooperativa di Consumo di S. Giorgio della Richinvelda
ed Ente autonomo dei Consumi di Spilimbergo

Nell'immediato dopoguerra, e precisamente nella primavera del 1919, il cav. Luchino Luchini sentì per primo la necessità di una Cooperativa di Consumo in S. Giorgio per il Capoluogo e frazioni onde far fronte al continuo aumento dei prezzi dei generi di prima necessità. Dopo una serie di conferenze ai capi-famiglia, nelle quali spiegò gli scopi della Cooperativa, con parola suasiva, riuscì a gettare le basi della Istituzione, a farla costituire legalmente e a farla funzionare con inizio nel luglio 1919. E le fu sempre a fianco infaticabilmente, largo di consigli agli amministratori, strenuo e fiero sostenitore, e la Cooperativa, forte di 264 soci con un capitale di L. 14500, vive tuttora su solide basi.

Presidente dell' Ente Autonomo dei Consumi di Spilimbergo, devolse tutti gli onorari e compensi spettantegli per tale carica, a beneficio delle Istituzioni a Lui tanto care per l'istruzione e l'assistenza ai bisognosi.

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Casa di Ricovero di S. Giorgio (per i vecchi derelitti)

Fu fondata nel 1903 per merito del gr. uff. Domenico Pecile e del cav. Luchini. Quest'ultimo ebbe costante cura della Istitu­zione e nei primi tempi diede impulso ad una cucina economica annessa.

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Luchino Luchini Ispettore onorario ai Monumenti

In data 20 ottobre 1922 il cav. Luchino Luchini veniva nominato Ispettore onorario dei Monumenti dello Spilimberghese, e il conferimento di tale carica onorifica costituiva un giusto apprezzamento del culto e dell' amore che il cav. Luchino Luchini ha sempre avuto per la storia dei nostri paesi, specialmente per quanto riguarda l'arte, e della notevole com­petenza che ha sempre dimostrato nell' arte che ci ricorda il passato.

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Luchino Luchini durante la profuganza

L'animo profondamente buono e altruista del cav. Luchini ebbe modo di rivelarsi ancora una volta in Firenze durante la profuganza, in cui assunse quale «una doverosa missione» il compito della rieducazione professionale dei mutilati di guerra, compito doloroso e difficile in quanto che molte volte la rie­ducazione professionale doveva andare di pari passo con quella morale.

Così da Firenze il chiarissimo dott. Giuseppe D'Ancona accompagna la nota che più sotto trascriviamo :

“Il ritardo avvenuto nel trasmettere la nota acclusa dipende dal non aver potuto ottenere da chi ora li detiene, i registri del disciolto Comitato. Ho supplito come potevo con queste parole modeste, nelle quali però spero di aver potuto trasfondere il sentimento che il compianto cav. Luchini ha saputo coll'opera sua benemerita suscitare nei mutilati cui si era dedicato”

«Durante il non breve periodo in cui fu profugo in Firenze il cav. Luchini prestò opera molto meritoria presso l'Ospedale di riserva N. 2 “Concentramento Villa Bondi” in S. Domenico di Fiesole, nella collina a nord della città.

Ivi erano raccolti più di un centinaio di mutilati, in via di guarigione chirurgica, per un primo riavviamento alla rieducazione professionale. Al cav. Luchini venne affidata una classe che era sempre di una ventina di contadini, alternantisi a turno, onde riavviarli, nelle mutate condizioni fisiche, al loro primitivo mestiere, e adattarli all' uso di apparecchi lavorativi speciali.

Questa opera, già in sé stessa molto ardua per numerose e complicate ragioni fisiche e morali, il bravo cav. Luchini pensò di completare, impartendo ai suoi allievi nozioni agricole moderne, nuovi sistemi di innesti ecc. che dessero al loro avvenire una superiorità di metodo ponendoli quindi in grado di supplire alla menomata capacità fisica colle nuove e migliori conoscenze professionali.

Le esercitazioni pratiche svolte nei poderi della villa Bondi e le lezioni teoriche del cav. Luchini furono sempre seguite con assiduità e profitto e con vera dimostrazione di gratitudine verso il Maestro. Questo è un fatto in sé stesso assai significativo circa il valore del Maestro, specialmente per chi abbia conosciuto la sfiducia dei mutilati sulla possibilità di tornare a dedicarsi a proficuo lavoro, e in particolare lo scoraggiamento di quelli che erano contadini e specialmente di quelli amputati di arto superiore; e fra questi erano da contarsi più numerosi i frequentatori del corso del cav. Luchini. Oggi alcuni di quelli allievi hanno fatto sapere con sentimento di riconoscenza, di potersi ancora dichiarare elementi di utile attività nelle loro famiglie coloniche.

Questo può bastare a riconoscere veramente meritoria l'opera prestata dal cav. Luchini a favore dei mutilati ed invalidi di guerra in Firenze, opera da Lui svolta con fede, con entusiasmo, con sacrificio».

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Luchino Luchini e 1'agricoltura

Luchino Luchini era agricoltore per passione, per anima; lo era materialmente, e lo era come membro e capo di istituzioni agrarie di carattere locale o di carattere provinciale.

Prediligeva, fra le varie colture, quella degli alberi fruttiferi ; ma anche le viti, i fiori, la campagna tutta costituivano l'oggetto principale dei suoi pensieri.

Come frutticoltore, era considerato fra i più esperti della provincia. Non di rado accompagnava volonteroso i professori della Cattedra Ambulante di Agricoltura nelle loro escursioni, e a corredo delle conferenze tenute da quelli, dava lezioni pratiche di potatura.

Fu il principale propugnatore del Consorzio Provinciale di Frutticoltura; il Comizio Agrario di Spilimbergo, da lui presieduto, fu il primo ente agrario di carattere locale che votò il proprio contributo al Consorzio. E dopo lunghe pratiche, il Consorzio fu istituito con apposito decreto reale, assicurando alla frutticoltura friulana, in cinque anni, mezzi speciali per oltre 110.000 lire. Ma Luchino Luchini, che fu tra i firmatari dell' atto costituitivo, non ebbe la soddisfazione di poter partecipare nemmeno alla prima seduta del Consiglio di Amministrazione.

Devonsi all' iniziativa del cav. Luchino Luchini, per dire delle cose più recenti, le mostre di frutticoltura tenutesi a Spilimbergo (1920) e Maniago (1922) e la mostra di ortaggi e fiori a Spilimbergo (1922).

Altro ramo di attività agraria a cui accudiva con affetto era l'allevamento degli animali da cortile. Fu da lui promossa la mostra di animali da cortile tenutasi a Spilimbergo dopo la sua morte nel 1924: da lui costituito l'Apiario modello presso il Comizio Agrario.

Ma nessuna branca dell'agricoltura lo trovava impreparato o men che entusiasta: il miglioramento zootecnico, le Mostre bovine sistematiche, ad esempio, ebbero pure in Luchino Luchini un efficace appoggio: la riuscitissima mostra bovina tenutasi a S. Giorgio della Richinvelda (ottobre 1923) come prima manifestazione zootecnica del dopo guerra, fu da lui egregiamente organizzata.

Creatore e poi amministratore fino agli ultimi suoi giorni della Cassa Rurale con servizio d' acquisti di S. Giorgio della Richinvelda, presidente del Comizio Agrario di Spilimbergo, presidente della locale Sezione di Cattedra per i distretti di Spilimbergo e Maniago, vicepresidente (fino al 1922) dell'Essiccatoio Cooperativo Bozzoli, di cui fu il principale propugnatore, ebbe molte cariche nei consessi agrari provinciali, in cui egli portava sempre la sua collaborazione attiva, ed era ascoltatissimo. Rappresentando una delle maggiori istituzioni agricole della provincia, cooperò alla fondazione della Federazione Agricola del Friuli.

Ricordiamo, in seno alla Commissione di Vigilanza della Cattedra, le sue raccomandazioni in favore dell' apicoltura, dell' insegnamento agrario nelle scuole elementari; i suoi voti per il sorgere di un campo centrale di studi, convenientemente dotato, per la sperimentazione agraria di cui la Cattedra e la Stazione Chimico-Agraria Sperimentale avrebbero tanto bisogno; per dare sviluppo all'Istituto di Economia montana, conferendogli carattere provinciale; le sue esortazioni agli enti finanzianti la Cattedra affinchè ne aumentassero i mezzi a disposizione.

E nei giornali agrari e politici comparivano spesso articoli suoi, contrassegnati dalla modesta ma ben nota sigla l.L., nei quali egli trattava con discrezione e con serenità, le questioni più salienti che agitavano la vita agraria ed economica del nostro paese.

Una delle questioni che egli negli ultimi tempi si proponeva di risolvere era quella che riguardava l'irrigazione, e già aveva promosso lo studio per la derivazione dal fiume Meduna di un canale per la irrigazione dei terreni di Arba, Spilimbergo e S. Giorgio.

Alpinista, amante del paesaggio, desideroso di vedere e di sapere, era assiduo partecipante di ogni escursione a scopo agricolo e turistico.

Egli, proprietario agricoltore, per quanto modesto, avrebbe voluto tutti i proprietari agricoltori uguali a lui, compresi cioè più degli obblighi che la proprietà impone, che dei diritti che da essa derivano. E a questo principio, tutta la sua opera fu sempre informata, e la sua attività benefica assurse a caratteri dell' apostolato.

Il Comune di S. Giorgio della Richinvelda volle dedicare al nome del compianto benefattore una via principale del capoluogo: quella precisamente ove Egli ebbe i natali.

Il Comizio Agrario di Spilimbergo e la Scuola Mosaicisti del Friuli pure, in Spilimbergo vollero eternato il cav. Luchini nella propria storia, col nominarlo «ad memoriam», Presidente onorario.

« E, intanto, - così chiudeva Lodovico Zanini la relazione 1923-24 della Scuola Mosaicisti - a fare più sollecita e feconda l'azione qui proposta e invocata, valgano la memoria e l'esempio del nostro caro Luchini, di questa Scuola amico fedelissimo, valgano il concetto e l'amore di quel civico bene verso il quale in perenne succedersi di utili opere, era quotidianamente protesa la sua mite anima di uomo e di cittadino ».

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Le onoranze funebri a Udine, (18 Marzo 1924)
d
iscorso del prof. Domenico Pecile, Presidente dell' Associazione Agraria Friulana

 

Non a me, già vicino al tramonto, affranto dal lungo cammino e dai dolori sofferti, non a me spettava di darti l'estremo addio, o buon amico Luchini ! Onde è ben naturale che la mia voce tremi, che le mie parole sieno incapaci ad esprimere la piena del mio dolore.

Di una bontà infinita, austero nel costume, amabile nelle forme, amante di ogni studio che nobilitasse lo spirito suo, la sua vita, spesa solo per il bene, in ogni campo, fu « dovere > e « sacrificio ». Quanti conobbero questo nobile cavaliere del lavoro, che del lavoro sentiva altissima la dignità, starei per dire, la febbre, quanti ebbero modo di ammirarne la squisita gentilezza dell'animo, il sentimento di fratellanza cristiana da cui fu sempre guidato, non possono non piangerne amaramente la morte immatura.

Egli fu l' anima, nel suo Comune, di quelle modeste, ma tanto benefiche istituzioni a favore delle classi agricole lavoratrici, che ebbero fama oltre ai confini della nostra Provincia e che convertirono una plaga povera di suolo in una fra le regioni progredite del nostro Friuli; e ad esse si dedicò con ammirabile costanza, ispirandosi unicamente al nobile intento di procurare l'elevazione morale ed economica della popolazione della sua terra natia, che lo ricambiava con immenso affetto, con riconoscente ammirazione.

Non dirò delle sue benemerenze presso il Comizio Agrario di Spilimbergo, nelle pubbliche, amministrazioni, come assessore del Comune, come consigliere provinciale, non della sua opera tenace e costante a favore della pubblica istruzione: è impossibile compendiare in breve sintesi tutta la sua attività multiforme, e benefica a favore del Comune, del Distretto, della Provincia... ma vorrei saper esprimere tutto il commosso riconoscente rimpianto che io provo, ricordando la sua inesauribile bontà, la sua inalterabile pazienza coi sofferenti, coi poveri, cogli umili, con tutti quelli che ricorrevano a lui per aiuto e consiglio. Egli scompare dopo aver consacrato al bene ed al lavoro tutta la vita con serenità d'animo, con onestà di intendimenti, con mirabile modestia. S.Giorgio conserverà di questo suo benefattore imperitura memoria; e saprà tramandarne il ricordo ai posteri.

Alla buona e gentile sua Consorte, che gli fu compagna amorosa nella vita e collaboratrice nel bene, che con abnegazione senza pari lo circondò delle più tenere cure durante la lunga malattia; alla veneranda sua madre ottantenne, che gli fu guida ed esempio di rettitudine austera, alle sorelle amorose, ai parenti tutti, alla popolazione di S. Giorgio anche a nome delle Istituzioni che ho l'onore di presiedere e di cui l'amato Estinto fu tanta parte, vadano le espressioni del più accorato compianto.

 

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Discorso del cav. prof. Enrico Marchettano
Direttore della Cattedra Ambulante Provinciale di Agricoltura

Con l'animo profondamente commosso, compio il tristissimo ufficio di recare alla spoglia inanimata del cav. Luchino Luchini il saluto della Cattedra Ambulante Provinciale di Agricoltura e del Sindacato Tecnici Agrari del Friuli.

Quando, seguita con ansia l'alterna vicenda del male che crudelmente lo travagliava, si ebbe la sensazione che questo avrebbe avuto il sopravvento inesorabile, la mente si ribellava al pensiero che Luchino Luchini dovesse sparire per sempre al nostro sguardo ed alle comuni opere; ed ancor oggi, mentre Egli ci sta qui dinanzi privo di vita, la nostra mente non sa, non vuole adattarsi a tanta perdita. E vede ancora Luchino Luchini sereno animatore degli agricoltori nelle istituzioni agrarie sue predilette; lo vede fra i fruttiferi, fra le viti ed i fiori, dai quali sembrava trarre tutto il suo grande amore per la terra e per l'agricoltura; ode ancora le sue parole semplici, sincere, inspirate ai nobilissimi sentimenti dell' animo suo, usate sempre e soltanto per interpretare il lato bello delle cose, per attenuare contrasti, eliminare difficoltà, riparare deficenze.

Luchino Luchini fu uno di quegli uomini che nessuno potrà mai perfettamente sostituire: in ogni carica in ogni ufficio Egli portava la impronta caratteristica del suo buon cuore, della coltura geniale acquisitasi collo studio, dell'ingegno versatile.

Lo sa la Cattedra Ambulante di Agricoltura, della cui Commissione di Vigilanza era membro attivo ed ascoltatissimo, coprendo in pari tempo l'ufficio di Presidente della Sezione di Spilimbergo-Maniago; lo sa il Comizio Agrario di Spilimbergo da Lui presieduto con intelligente affetto; lo sanno le numerose altre istituzioni cooperative di Spilimbergo e di S. Giorgio della Richinvelda, alle quali diede, instancabile sempre, la sua disinteressata operosità; lo sanno tutti gli agricoltori dello Spilimberghese non solo, ma dell'intera provincia, che ad ogni iniziativa agraria vedevano associato il nome di Luchino Luchini.

Se il Friuli avrà presto il suo Consorzio Provinciale di Frutticoltura lo deve sopratutto a Luchino Luchini, che ne fu il più fervido propugnatore; in tutte le iniziative rivolte a vantaggio della frutticoltura, che si svolsero in provincia, Luchino Luchini era presente, e non di rado con notevole sacrificio personale.

Luchino Luchini doveva vivere ancora: c'è tanto bisogno di uomini come Lui, per l'elevamento intellettuale, oltreché materiale, delle classi umili!

Ma contro la sorte che lo trae oggi immaturamente al sepolcro non valgono le nostre povere parole! Tributiamo allo scomparso l'omaggio dolente che si deve a chi ha profuso le proprie energie al bene del suo paese; omaggio il quale è, ad un tempo, pegno della riconoscenza imperitura che la memoria di Luchino Luchini terrà viva nei nostri cuori, insieme col rimpianto inestinguibile per la sua dipartita.

 

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Dal discorso del dott. Luigi d'Andrea per l'inaugurazione dell'Asilo a San Giorgio
(4 novembre 1925)

In così solenne occasione mi sia consentito o signori, quale rappresentante del Comitato, di accennare brevemente alla origine del Monumento Asilo ed ai suoi due principali fondatori.

Nel 1914 - 1915 Luchino Luchini, figlio di questa nostra umile ma feconda terra di S. Giorgio, seguendo gli impulsi del suo cuore nobile e generoso, istituì un ricreatorio che accolse gratuitamente i figli dei richiamati all' arduo cimento. Raccogliere i bambini di coloro che accorrevano a difendere lla Patria ed a compierne i destini, in un luogo di vigilanza e di educazione, allontanandoli da tutti i pericoli delle strade e circondandoli di quelle cure di cui maggiormente abbisognano in così tenera età, è già tale sentimento di altitudine morale che mi dispenserebbe di aggiungere parola intorno alle virtù di questo carissimo e non abbastanza compianto amico, ahi, troppo presto rapito alla nostra ammirazione.

Luchino Luchini perseguendo con amore e con tenacia un alto ideale di educazione e di progresso, volle qui una scuola di disegno, e vi istituì il Patronato scolastico. Vero apostolo ed educatore degli umili con la parola e con l' opera fu stimolo potente di risveglio a feconde energie.

Egli, che seppe con costante e solerte lavoro trarre dalle zolle riluttanti, frutti pingui e rigogliosi, seppe anche dalle anime restie ed incolte far scaturire sentimenti di amore e di carità.

La sua coscienza intemerata si ribellava alle umane ingiustizie, ed era veramente felice quanto poteva comporre il dissidio, rialzare e correggere un caduto, soccorrere un infelice.
Una vita operosa di sacrificio e di abnegazione a vantaggio dei più negletti dalla fortuna ben gli hanno meritato l'onore di essere prediletto come cavaliere dell'umanità, cavaliere del lavoro.
Affezionatissimo alla famiglia, al suo paese ed alla Patria, altruista, autodidatta, eclettico, egli fu l'idolo, egli fu l'esempio più fulgido di private virtù.

Il ricreatorio sorto per opera di Luchino Luchini ebbe ospitalità nella Casa di ricovero, ottenne il plauso di tutta popolazione e le insegnanti del luogo prestarono spontaneamente l'opera loro.

La nobile istituzione si avviava rapidamente ad una organizzazione ordinata e completa e già si pensava di trasformarla in vero asilo infantile quando un fato inesorabile e crudele ci inflisse Caporetto, e l'irruente invasione nemica distrusse l'opera che aveva costato tanti sacrifici.

La tenebra spaventosa non valse ad oscurare tanta luce di eroismi: risorse il Soldato d'Italia e la vittoria gli arrise fulgida e completa.

Al ritorno dall'esodo doloroso, Luchino Luchini pensò immediatamente alla riapertura del ricreatorio, e noi tutti con grande soddisfazione rivedemmo non più il ricreatorio, ma l'asilo infantile che accolse tutti i bimbi dai tre ai sei anni. E dovere di pietà e di riconoscenza che anche S. Giorgio perpetuasse nel marmo la memoria dei suoi figli Caduti per la Patria e fu allora che Luchino Luchini e Domenico Pecile, proposero che i caduti venissero ricordati con un Monumento-asilo, considerando che esso rispondeva pienamente all'idea nobilissima di onorare e mantenere viva la memoria degli Eroi, educane le nuove generazioni a quelle virtù che innalzano un popolo e fanno grande la Patria. Tale proposta fu accolta con unanime consenso e Domenico Pecile in onore del suo amatissimo figlio strappato nel fiore degli anni alla vita che pur gli sorrideva intorno, offrì gratuitamente il terreno per la nuova costruzione.

(omissis)

A Domenico Pecile e Luchino Luchini, spetta il merito precipuo della fondazione di questo Monumento-asilo; il destino crudele non volle che questi due grandi benefattori del nostro paese fossero oggi con noi a compiacersi dell' opera finita in onore dei nostri gloriosi Caduti.

Oggi S. Giorgio, nel giorno della più grande festa dell'Italia nuova, inaugura il Monumento di gloria ai suoi Eroi dell'immane guerra, ma S. Giorgio, non immemore dei benefici ricevuti da questi due grandi estinti, li vuole vicini ai suoi figli Caduti per la Patria, e dedica Loro in questo stesso edificio un ricordo marmoreo, come tributo di perenne gratitudine.

(omissis)

La lapide murata in onore di Luchino Luchini nell'Asilo-Monumento, porta la seguente epigrafe:

COME CURO' IL BUON SEME
NEL SOLCO PROFONDO DELLA TERRA
LUCHINO LUCHINI
VOLLE
NEL CUORE DELLE NUOVE GENERAZIONI
LUCE DI BONTÀ
GIOIA DI LAVORO

ALTO ESEMPIO INDIMENTICATO
EGLI STESSO
DI UMANE VIRTÙ
-
IN QUESTO GIARDINO D' INFANZIA
SORTO COL SUO CONTRIBUTO
SIA BENEDETTA LA SUA MEMORIA
DALLE ANIME SEMPLICI
CH'EGLI AMAVA

 

 

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