NOSTRA SIGNORA DI LOURDES
A NAVARONS DI SPILIMBERGO



GLAUCO GRESLERI E SILVANO VARNIER ARCHITETTI


 

Facendo parte dell'assemblea

Il y a en musique une clé, un diapason, un accord. C'est l'autel, lieu sacré par excellence, qui donne cette note-là, qui doit déclencher le rayonnement de l'oeuvre. Cela est préparé par les proportions... Lorsqu'une oeuvre est à son maximum d'intensité, de proportion, de qualité d'exécution, de perfection, il se produit un phénomène d'espace indicible. Les lieux se mettent à rayonner, physiquement ils rayonnent... C'est du domaine de l'ineffable.
Le Corbusier

 

 

 

 

Un segno sulla strada, e l'organismo ha inizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUALE IMPRONTA?

Dai primi incontri con Mons. Tesolin, presente Don Paolo Goi, è subito apparso che la costruzione non poteva essere solo « chiesa » nel senso corrente, perché sarebbe stato troppo e troppo poco contemporaneamente... Troppo, perché la frazione non ha animato sufficiente ad una dimensione di autonomia parrocchiale e quindi essa deve far capo alla struttura pastorale esistente nel capoluogo per le funzioni generali. Troppo poco perché la costruzione avrebbe dovuto divenire struttura anche per le manifestazioni paraliturgiche o semplicemente comunitarie che in luogo non avevano alcun punto di appoggio. E' quindi sembrato subito necessario che il nuovo organismo divenisse punto di riferimento per ogni attività associativa a livello comunitario e civico; un posto giovane e disponibile che non solo offrisse la possibilità ad occasioni d'incontro, ma che ne fosse promotore ed incentivatore. Assicurata questa base, il movimento liturgico si sarebbe potuto innestare su un terreno di fertilità già in atto, come fatto saliente, come giustificazione significante. Ecco allora che gli spazi architettonici nascono, con ricercata naturalezza, come sequenza continua e scorrevole di occasioni: lo stare, il sostare, il piccolo incontro di gruppo, la conversazione di lavoro, le piccole attività associative. Due livelli interni agganciano lo spazio dell'esterno in maniera differenziata caratterizzandone l'uso in modo conseguente: il piano inferiore vivifica l'area libera sul retro dell'edificio organizzandola a cavea nella prossimità dell'ingresso ed a spazio di gioco e movimento nelle posizioni più lontane; il piano superiore determina nell'immediato esterno un'area a sagrato per i piccoli capannelli d'incontro e realizza direttamente il punto di contatto con la strada tramite la rampa che è collegamento e filtro di astrazione nello stesso tempo. L'organismo si presenta subito, sin dal primo ingresso, come una cosa «abitabile»; il rapporto tra gli spazi e l'uomo è tale per cui si stabiliscono onde di accordo e di sintonia. Lo spazio riesce a stabilire un rapporto diretto con lo spirito di chi lo abita. In esso ci si muove, ci si ferma, si opera con la massima disinvoltura. Libera da qualsiasi inibizione quasi che in esso si riscoprisse un posto familiare abitato da sempre... Lo spazio inferiore, più libero, e più flessibile, il suo fluire attraverso la chiocciola della scala al livello superiore, l'aprirsi di questo nei lobi laterali per gli incontri e le attività mediate sino allo sfociare nello spazio ordinato per l'assemblea, sono tutti momenti naturali e sembrano fornire un servizio a necessità liberamente maturatesi senza imporre un atteggiamento forzoso. Per un programma simile, la costruzione richiedeva una forte caratterizzazione, cosa che è stata ottenuta attraverso elementi di qualificazione dello spazio semplici ma di taglio sicuro. Con questo scopo sono nati gli andamenti ageometrici delle murature, i tagli di luce molto calibrati e differenziati (dall'alto, radendi, a livello del pavimento...) il gioco dei dislivelli che aiutano il formarsi di spazi polifunzionali o ne qualificano alcuni usi in maniera specifica, e gli stessi materiali, poveri ed espressivi, quali il sasso murato, l'intonaco calcinato, il gres da pavimento e il legno... Per tutto e su tutto, il dettaglio usato come sottolineatura del discorso generale, mai come fattore eversivo; ed una sensibilità di esecuzione, la sola che possa essere vettore, come sempre, tra la materia e lo spirito degli abitanti, che non è solo tecnica di chi ha costruito « con le mani », ma intelligenza e cuore e che ha compiuto ancora una volta il miracolo di portare a limiti di poesia ciò che per povertà di mezzi e per la natura dei materiali adoperati sembrava poter rimanere nell'anonimo e nell'inespressivo.

Glauco Gresleri e Silvano Varnier

 


 

II sagrato preannuncia lo spazio liturgico superiore; attraverso l'occhio del portico e il scendere della  gradinata si inizia anche la relazione con gli spazi del piano inferiore e del campo all'aperto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il rapporto con l'ambiente.

 

 

 

 

 

 La cavea provoca momenti di vita organizzata all'aperto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Su questa fronte scende il sole al tramonto.

 

 

 

 

 

 

 

Ed è questo che incontra all'alba del primo mattino.

 

 

 

 

Lo spazio è unico: il sopra e il sotto sono legati dalla chiocciola della scala interna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I grandi « segni » liturgici qualificano lo spazio e ne suggeriscono l'uso più specifico.
Il mistero da essi rappresentato vive la sua nota poetica e spirituale non a scapito del rapporto umano con gli abitanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C'est du domaine de l'ineffable.

 

 

 

 


PIANO INFERIORE

1) portico ricavato sotto la struttura solaio-muro sporto
2) porta di accesso
3) piccolo vestibolo
4 hall di smistamento e piccola sosta
S) parete con bacheca per avvisi e manifesti
8) centrale termica
7) salita alla chiesetta superiore
9 disimpegno ai servizi
9) wc donne
10) wc uomini
11) accesso e uscita alla sala d'incontro
12) zona dell'eventuale tavolo
'3) primo lobo della sala
1
4) secondo lobo della sala
15) buffa per aumentare l'altezza utile di ventilazione della finestra
16) finestra a filo pavimento alta cm. 60 per luce radente
17) muratura in pietra naturale all'esterno a vista e all'interno in mattoni intonacati spessore cm. 45 complessivi
18) terrapieno
19) muri di contenimento del terrapieno
20) muretto di delimitazione del portico
21) piazzola in ciottoli
22) gradoni in pietra di delimitazione alla piazzola e formanti piccola cavea
23) trave sporgente a vista raccordante le pareti dei due lobi
24) trave in spessore solaio
25) passaggio al locale riunioni a livello di campagna
26) rampa di salita al sagrato formata a gradoni
27) zona di parcheggio per n. 13 vetture
28) rampa di salita al sagrato a pendenza senza gradoni
29) imbocco della rampa alla chiesa
30) strada comunale esistente
31) giardino e spazi di ricreazione
32) confine con privato
33) confine con la scuola comunale
34) linea di cambio pendenza del soffitto
35) simbolo della croce
36) dislivello dei soffitti in relazione alla diversa quota dei solai

 


PIANO SUPERIORE


1) strada comunale
2) limite della proprietà
3) ingresso al percorso della rampa
4) sagrato pavimentato in ciottoli
5) sagrato tenuto a tappeto d'erba
6) rampa a pendenza senza gradini
7) passaggio e piazzola a livello di campagna
8) panca in pietra naturale
9) muro di sostegno del terrapieno e di parapetto al sagrato
10) rampa con gradoni in binderi di pietra e fondo in ciottolini
11) muro di cm. 45 faccia a vista di pietra all'esterno e intonacato all'interno
12) porta d'ingresso
13) hall di snodo
14) sagrestia di vestizione e piccola conservazione parati
15) servizio
16) lobo di ampliamento assemblea e per piccoli incontri tipo catechismo
17) lobo per piccoli incontri, di preparazione alla confessione ecc.
18) gradino a scendere verso il taglio di luce sul pavimento
19) panca di legno su muro fissa
20) scala che sale dal livello inferiore
21) angolo delle confessioni con alcova monoposto
22) taglio del muro a finestra radente il pavimento ed alta circa cm. 60 a lambire di luce il lobo più basso
23) devozione alla Madonna
24) scale al luogo dell'assemblea
25) conservazione del Santissimo su colonna
26) cathedra
27) scanni per i ministri
28) altare
29) linea di confluenza delle due pendenze del solaio, accentuante la definizione dell'area presbiteriale
30) solaio a salire verso il fondo
31) presbiterio a risalire verso il muretto
32) finestra a tutta altezza schermata da lasagne di cemento
33) taglio di luce lungo tutto il perimetro dell'assemblea, alto cm. 6 e formato da un corso di blocchi pieni di vetro a mattone posti ad appoggio del solaio
34) panche di legno su muretti fissi a pavimento ed inamovibili
35) proiezione del bordo del portico
36) grata a nettapiedi su telaio mobile per la pulizia
37) balaustra
38) buffa di ampliamento illuminazione e ventilazione locale riunioni
39) simbolo della croce
40) passaggio al locale riunioni
41) zona parcheggio autoveicoli

 

DATI TECNICI
Superficie del terreno mq. 1.750
Superficie chiusa del piano inferiore mq. 100
Superficie chiusa del piano superiore mq. 130
Cubatura totale vuoto per pieno fuori terra mq. 900
Posti a sedere nell'assemblea n. 65

Le fotografie sono opera di Italo Zannier di Spilimbergo.


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