Ivan Bratti

 

 

AMMENDA

Son pericoloso, son un odioso
scaldo di lacrime un letto pietoso
sono abbagliato da un cieco rancore.

Incatenatemi dentro una gabbia
non lo vedete che sono un villano?!
Sono un malato, un dolce perdente
nutro di nero quello che ho in mente
schiavo di un vezzo orrido e sporco
sono la carne malata d'un sorcio
sono distante dal cielo e dal male
sono disposto solo a rinunciare.
Son timoroso, sono un penoso
sazio di inutile il mio circo ombroso
sono la spalla alla mia menzogna.

 


EXTRA-MUROS

Il tuo amore, amor
sa di vernice verde
di persiane nuove
e di ringhiere
e risana anche la ruggine tenace
il tuo amore, amor
sa di vernice.
Il tuo amore, amor
è una castagna
che brucia sulle labbra
e sulle mani
e riscalda una domenica
ti sfama
il tuo amore, amor
è una castagna.

 


NATALE A MILANO

Questa Milano non lo so...
è vero strana ti dirò
è immagine
sono straniero e ancor di più
se proprio a dirmelo sei tu
mi sento fragile
c'è un movimento che non ha
più così tanto senso ma
sono strano io...sono strano io
questa piazza così piena
mi lascia un vuoto che fa pena
inno alla pubblicità
stuprare il cuore alle città
renderle solo vanità
mi fa confondere
ma per fortuna ci sei tu
ed è per questo che son qui
e allora ha un senso anche Milano
accarezzarti non è strano
dovunque sei...dovunque sei
amore mio.

 


TU

Tu, non sarai mai spento amore,
perchè sarà tuo anche il mio respiro.
Composto,
dentro un legno di pianto,
mille volte ti ho baciato
il viso
e altre mille riacceso le carni.
Tu
non sarai mai spento
mio rapito amore:
anche al buio
ti alimenterò.

 

 


UOMO DISTANTE

Le mie parole
cammuffate d' orgoglio.
Non sai che pur io
maschero le mie fobie;
ascolta le mie parole
a precipizio da un balcone,
spazzate dal vento,
a volte dette e rinnegate.
Parole fragili
d' un poeta
o d' un elettricista.
Non importa,
un perdente ma
vincente,
un uomo distante.

 

 




AVESSI

Avessi
una montagna
dedicherei il nome
a mia madre.
Avessi
quattro mani
mi rinchiuderei
in prigione.

 


A DANY

Convertirsi ad
una corda di chitarra,
accarezzato,
percepire
le vibrazioni ritmiche,
scorticare
brandelli di pelle.

 


SETTEMBRE 1998

Se il mio
di tempo
fosse,
piano piano,
solo remoto,
zoppicherei
con il cuore
in mano,
il tuo
lo trascinerei.



ALL' IMBRUNIRE

Vola vola
vola alto
mio superbo
inconscio.
Apri le ali
della speranza,
vola leggero,
non abbassare
la traiettoria,
sfiora con abilità
la vita terrena.

 


VITA

Oh, che sarà
la natura.
L' ho vista
dagli occhi delle persiane:
è stupenda,
maschera - polvere
d' un vento caldo,
l' estate vien regia
d 'un aeroporto d' Africa.
Pare - non è...
chi potrà recitare
la vita,
se non la natura.

 


ANIMA

Vorrei
un pianto
che lasci fiorire
il mio orgoglio,
il tuo splendore,
il nostro amore.

 

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