Grammatica essenziale
della Lingua Tedesca



André Oberlé

 

Ringraziamo il prof. André Oberlé della University of Winnipeg per averci consentito di tradurre dall'inglese e pubblicare la sua grammatica tra i nostri Libri Online, ad uso degli studenti dei corsi organizzati da San Giorgio Insieme e di chiunque altro voglia fruirne online.

La versione originale, ottimo strumento per migliorare l'inglese mentre si apprende il tedesco, è essa pure online su questo sito.

Il prof. Oberlè sta ora lavorando ad una nuova versione, più interattiva e completa di esercizi, che sarà disponibile per la fine del 2001.


 

Grammatica essenziale della lingua tedesca



Queste pagine presentano un'esposizione riassuntiva della grammatica tedesca per studenti di livello intermedio. Per un approfondimento degli argomenti trattati si consulti una grammatica di riferimento, come ad es.: Duden IV: Die Grammatik.

Il programma interattivo CALL German Review (130 KB)offre poi un sunto dei punti principali, esercizi con verifiche in tempo reale e assistenza online.

Nota di "Libri Online": questo programma è in formato DOS e l'estensione va assolutamente rinominata da .zip a .exe per poter essere installato. Una versione più aggiornata è in preparazione.




 Gli esempi in lingua tedesca riportati in queste pagine seguono le nuove regole ortografiche (neue deutsche Rechtschreibung) in vigore dal 1° agosto 1998.

Per ulteriori informazioni al riguardo potete consultare la Home Page on Rechtschreibung dell' Institut für Deutsche Sprache.


 

Indice



Sostantivi, articoli e pronomi

L'aggettivo e l'avverbio

Le preposizioni

L'ordine della frase

I numeri

Appendice

[Torna all'inizio]


 

Il verbo

L'infinito

L' infinito è la forma base del verbo. In tedesco tutti i verbi all'infinito terminano con la desinenza en o n. La maggior parte di essi termina in en.

Dall' infinito, togliendo la desinenza en o n, si può ricavare il tema verbale.

Per formare ad esempio il tempo presente, basta aggiungere al tema verbale le desinenze personali (vedi sotto).

[ Table of Contents ] [ Glossary ]


 

Il presente

In tedesco il tempo presente si usa per esprimere un'azione che si svolge nel momento presente o nel futuro (sempre che dal contesto non sorgano ambiguità).

Similmente all'italiano, azioni iniziate nel passato e che continuano nel presente vengono espresse con il tempo presente. Per tradurle in inglese bisognerebbe invece ricorrere alla forma durativa (es.: I have been studying German for a year, che equivale a: studio tedesco da un anno).

La frase Ich lerne Deutsch potrà avere, a seconda del contesto in cui è inserita, i seguenti significati:


 

Coniugazione dei verbi regolari (debole)

Per formare il tempo presente si aggiungono al tema verbale (l'infinito meno -en o -n) le desinenze personali:

Note:

Se il tema verbale termina in d o t o in un gruppo consonantico (e cioè tre o più consonanti di seguito – ad es. öffnen - aprire) si deve aggiungere una e in più prima delle desinenze personali seconda e terza singolare (du e er/es/sie) e la seconda plurale (ihr).

Esempio:

Se il verbo termina con una sibilante (s, ss, z, ß, z) non c'è bisogno di aggiungere un'altra s alla seconda persona singolare. In pratica, ciò significa che la seconda e la terza persona singolare (er/es/ sie) avranno la stessa desinenza.

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Verbi con prefisso separabile

I prefissi sono particelle che si aggiungono all'inizio di un verbo (di qui prefisso) per modificarne o variarne il significato. Un esempio di prefisso in italiano potrebbe essere descrivere, in cui la sillaba de trasforma completamente il significato del verbo scrivere.

In tedesco vi sono due tipi di prefissi:

Così diremo: Ich verkaufe das nicht o Ich verstehe Sie nicht, perchè ver è un prefisso non separabile.

Mentre invece, nel tempo presente delle frasi principali, i prefissi separabili vengono staccati dal verbo coniugato e trasferiti alla fine della frase.

Esempi:

Di fatto, i prefissi separabili vengono sempre staccati dal verbo quando questo presenta una desinenza personale, e dunque nel presente, nelle forme del passato e nell'imperativo.

Così:

Ma:

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Il verbo sein

Il verbo sein (essere) è completamente irregolare al presente e bisogna così impararlo a memoria:

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Verbi irregolari con cambio di vocale

Alcuni verbi tedeschi subiscono nella coniugazione del presente una mutazione della vocale tematica.

Questa mutazione riguarda solamente la seconda e la terza persona singolare.

Ecco alcuni di questi verbi:

Non è difficile ricordare i possibili cambiamenti della vocale tematica:

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Il verbo haben

Il verbo haben rientra nella categoria dei verbi che presentano una forma irregolare alla seconda e terza persona singolare:

Si noti che la b del tema hab è scomparsa sia dalla seconda che dalla terza persona singolare.

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Il presente dei verbi modali e del verbo wissen

In tedesco vi sono sei verbi modali, che appartengono alla categoria degli ausiliari. Essi implicano le sfumature di significato rispettivamente indicate tra parentesi:

NOTA: Tutti, escluso il verbo sollen, subiscono un cambiamento della vocale tematica nelle persone singolari del presente.

Tutti i verbi modali presentano forme regolari al plurale:

Il verbo wissen - che non è un verbo modale – muta anch'esso la vocale tematica al singolare

Il plurale di wissen, è, naturalmente, regolare (wir wissen, ihr wisst, sie/Sie wissen)

Passiamo ora alla coniugazione di un verbo modale.

NOTA: La prima persona singolare e la terza sono prive della desinenza e le persone plurali sono regolari.

Il verbo wissen si comporta allo stesso modo:

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L' imperativo

L' imperativo serve per formulare richieste ed impartire ordini o comandi:

Dato che in tedesco, così come in italiano, vi sono tre modi di rivolgersi al destinatario del messaggio comunicativo (du, ihr e Sie), ne consegue che vi sono tre forme di imperativo.

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L' imperativo dei verbi regolari (deboli)

Per le persone a cui ci rivolgiamo con il du (tu - forma confidenziale singolare), useremo semplicemente il tema verbale (l' infinito senza -en o -n).

A volte viene aggiunta una e , che attenua il tono del comando.

Per quei verbi terminanti con una t o una d o con un gruppo di consonanti, bisogna aggiungere una e al tema verbale prima di aggiungere le desinenze personali.

Per le persone a cui ci rivolgiamo con ihr (voi – forma confidenziale plurale), useremo il verbo coniugato alla seconda persona plurale senza il pronome.

Per le persone infine a cui ci rivolgiamo con il Sie (Lei o Loro – forma di cortesia), dovremo invertire il pronome e il verbo della forma di cortesia.

Nota: I tedeschi usano spesso il punto al posto del punto esclamativo come segno di interpunzione per l'imperativo. In questi esempi però si è preferito usare il punto esclamativo per evidenziare il fatto che si tratta di comandi diretti.

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L' imperativo dei verbi irregolari (forti)

Il verbo sein (essere) presenta le seguenti forme dell'imperativo:

Tutti gli altri verbi tedeschi hanno imperativi regolari per il plurale, (e cioè, per wir, ihr e Sie).

Così solamente l'imperativo della seconda persona singolare può essere irregolare per i verbi ad eccezione di sein, che è tutto irregolare.

Ci sono due gruppi relativamente ristretti di verbi con l'imperativo irregolare:

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L'imperativo dei verbi con prefisso separabile

Nell' imperativo (la cui funzione è esprimere un comando) il prefisso viene staccato dal verbo e posto alla fine della frase.

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Il passato prossimo (Perfekt)

Il Perfekt viene usato per esprimere un'azione che ha avuto luogo nel passato e non continua nel momento in cui essa viene riferita. Si può considerare un equivalente del passato prossimo italiano, anche se nel linguaggio parlato può venire usato anche con il valore del nostro imperfetto o passato remoto.

Così, in tedesco la frase Ich habe Deutsch gelernt potrà corrispondere alle seguenti frasi italiane:

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Il passato prossimo dei verbi regolari (deboli)

Il Perfekt è formato dal presente dell'ausiliare haben - (in alcuni casi dall'ausiliare sein) – e il participio passato del verbo. Il participio passato occupa l'ultimo posto nella frase.

Il participio passato dei verbi regolari si forma aggiungendo al tema verbale (e cioè all' infinito senza -n o -en) il prefisso ge- e la desinenza -t o -et .

Se il tema verbale termina con una t o d, oppure con un gruppo consonantico (es.: öffnen) bisogna aggiungere -et al tema verbale.

Se il verbo inizia con un prefisso non separabile (p. es.: be, ent, emp, er, ge, miss, ver, zer), o termina in -ieren, non si deve aggiungere ge- al tema verbale.

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Il passato prossimo (Perfect) dei verbi irregolari (forti)

Come per i regolari, nei verbi irregolari il passato prossimo si forma con il presente dell'ausiliare haben (e in alcuni casi con l'ausiliare sein) e il participio passato del verbo, che viene posto alla fine della frase. Il participio passato dei verbi irregolari si forma aggiungendo al tema verbale il prefisso ge- e la desinenza -en. Se il verbo inizia con un prefisso non inseparable, o termina in -ieren, non bisogna premettere ge- (vedi sopra).

Vi sono alcuni verbi che richiedono l'ausiliare sein: Si tratta di verbi intransitivi – che cioè non ammettono un complemento oggetto, e che segnalano un cambiamento di stato o posizione. Molti verbi di movimento (attraverso cui viene descritto un cambiamento da una posizione ad un'altra), rientrano in questa categoria.

Esempi:

Anche i verbi sein, werden, e bleiben vogliono sein come ausiliare.

Ecco alcuni esempi di passato prossimo con verbi irregolari:

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Il passato prossimo dei verbi misti

Alcuni verbi come kennen formano il participio passato aggiungendo al tema verbale (l'infinito senza en or n) il prefisso ge- e la desinenza -t. Trattandosi di verbi misti, però, nel participio passato si verifica anche un cambiamento della vocale tematica.

Tali verbi sono denominati verbi misti appunto perchè presentano caratteristiche di entrambi i gruppi di verbi, regolari ed irregolari. Elenchiamone alcuni. Si noti che anche rennen (correre) e schwimmen (nuotare) vengono coniugati con sein:

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Il passato prossimo dei verbi con prefisso separabile

I verbi con prefisso separabile formano il passato prossimo secondo la regola (e cioè il presente di haben e sein e il participio passato alla fine della frase).

Il participio si forma al solito modo (e cioè: tema verbale + prefisso ge- e desinenza -t o -en ), ponendo il prefisso del verbo all'inizio del participio stesso, e cioè prima di ge-:

Esempi:

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Il preterito

Il preterito si usa per descrivere azioni svolte e concluse nel passato, senza continuità con il presente. Lo si trova nelle narrazioni e nel tedesco formale.

Equivale al passato remoto e all'imperfetto italiano. Così, la frase Ich lernte Deutsch potrà essere resa nei seguenti modi:

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Il preterito dei verbi regolari (deboli)

Nei verbi regolari (deboli) la formazione del preterito non causa la mutazione del tema verbale (l' infinito senza -en o -n):

es.: spielen - ich spielte, warnen - ich warnte

Si noti che tutte le persone, eccetto la prima e la terza singolare, per formare il preterito aggiungono delle desinenze al suffisso -te; queste desinenze personali sono del tutto simili a quelle del presente.

Prendiamo come modello il verbo kaufen:

Il suffisso del preterito -te diventa -ete quando il tema verbale termina con una d o t, oppure in presenza di un gruppo consonantico (3 o più consonanti di seguito - es.: ich öffnete):

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Il preterito dei verbi irregolari (forti)

Nella formazione del preterito, i verbi forti generalmente presentano un cambiamento della vocale tematica

es.: schwimmen = ich schwamm

Alcuni verbi presentano anche un cambiamento della consonante.

es.: ziehen = ich zog

Ecco il preterito del verbo sein (essere):

e del verbo schwimmen (nuotare):

Si notino le seguenti caratteristiche:

Non vi sono desinenze personali nella prima e nella terza persona singolare. Ne consegue che nel preterito la prima e la terza persona singolare saranno sempre uguali.

Le desinenze delle altre persone saranno identiche a quelle del presente.

Non essendoci una regola fissa per la sua formazione, il preterito dei verbi forti va imparato a memoria, così come il simple past dell'inglese. Comunque, per facilitare l'apprendimento, diremo che i verbi con l'infinito simile presentano spesso lo stesso cambiamento della vocale tematica:

Per chi ha famigliarità con la lingua inglese, diremo che molti verbi che sono irregolari in inglese lo sono anche in tedesco, con una similarità anche nel cambiamento del suono vocalico. Così, se vi troverete per forza a dover indovinare, seguite il modello della lingua inglese: avrete buone probabilità di giungere ad una risposta corretta.....

IN INGLESE: IN TEDESCO:

swim —› swam schwimmen —› schwamm

eat —› ate essen —› aß

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Il preterito dei verbi misti

Alcuni verbi sono irregolari in quanto presentano un cambiamento della vocale tematica, ma poi aggiungono desinenze regolari: questa è la ragione per cui sono denominati "verbi misti".

Ecco il preterito di un tipico verbo misto: kennen = conoscere

Si noti che in kennen la vocale tematica cambia da e in a , ma allo stesso tempo le desinenze sono quelle dei verbi regolari.

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Il preterito dei verbi modali

I verbi modali nel preterito hanno desinenze regolari e perdono la dieresi. Osserviamoli:

Si noti che sollen e wollen, non avendo la dieresi nell'infinito, si comportano nel preterito come qualsiasi verbo regolare.

Ma osserviamone uno nella sua coniugazione completa!

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Il preterito dei verbi con prefisso separabile

Nel preterito, il prefisso dei verbi separabili viene staccato e trasferito alla fine della frase.

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Il trapassato prossimo (Plusquamperfekt)

Il Plusquamperfekt si usa per esprimere un'azione completata nel passato prima di un'altra azione passata.

Per formare questo tempo verbale, il tedesco si serve del preterito degli ausiliari sein o haben e del participio passato; quest'ultimo occupa l'ultimo posto nella frase. La struttura appare molto simile a quella del passato prossimo

Esempi:

Ich hatte da sehr oft gearbeitet.
Er hatte so etwas noch nie gekauft.

La formazione del participio passato è la stessa del passato prossimo.

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Il futuro

Il futuro in tedesco si usa per esprimere azioni che avranno luogo in un tempo futuro. Al suo posto è però spesso usato il presente, eccetto quando si vuole enfatizzare che l'azione avrà luogo nel futuro, o quando nella frase non vi sono altre indicazioni che segnalino un tempo futuro.

Come per certe forme della lingua inglese, anche in tedesco l'uso del futuro implica intenzionalità

Il futuro in tedesco è formato dal presente dell'ausiliare werden e dall' infinito del verbo che deve esprimere l'azione futura. L' infinito occupa l' ultimo posto nella frase.

Si ricordi che il presente di werden è irregolare.

Si noti infine che la consonante d scompare nella seconda persona singolare, e che la terza termina invece con una d.

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Il futuro II

Il futuro II in tedesco serve ad esprimere un'azione che sarà terminata nel futuro prima dell'inizio di un'altra azione sempre futura. Questo uso del futuro II non è comunque molto frequente.

Questo tempo verbale in tedesco si usa più comunemente per esprimere la probabilità che qualche cosa si sia già verificato nel momento in cui si parla. Spesso si usano wohl, sicher o espressioni simili per enfatizzare e rendere più chiaro questo tipo di messaggio.

Il futuro II è formato dal presente di werden, il participio passato del verbo, e l' infinito di haben o sein.

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Il passivo

Nella forma attiva (es.: Il cane mi morde) il soggetto (cane) compie l'azione espressa dal verbo.

Nella forma passiva (es.: Vengo morso dal cane) il soggetto ("io" sottinteso) subisce l'azione espressa dal verbo. Chi compie l'azione viene rappresentato dal complemento di agente (dal cane).

Il passivo in tedesco si forma con un tempo appropriato dell'ausiliare werden e dal participio passato del verbo.

Si noti che werden presenta una forma speciale di participio passato (worden) quando viene usato nel passato prossimo, trapassato prossimo e futuro II del passivo. Negli esempi seguenti le frasi attive sono state trasposte al passivo. Osservate quali cambiamenti si verificano: ad esempio, il complemento oggetto (accusativo) delle frasi attive diventa il soggetto (nominativo) delle frasi passive.

Presente:

Preterito:

Passato prossimo:

Trapassato prossimo:

Futuro:

Future Perfect:

Il complemento di agente viene generalmente espresso da von più il dativo se si ritiene che l'agente abbia compiuto l'azione deliberatamente, mentre si usa durch più l'Accusativo quando esso non costituisce altro che il mezzo attraverso il quale l'azione è stata compiuta.

es.: Ich wurde von meiner Mutter geschickt.

Er wurde durch die Nachricht betrübt.

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Verbi che reggono il Dativo nella forma passiva

Ricordate che in tedesco vi è un gruppo di verbi che reggono sempre il dativo? Ricordate anche quali sono? Eccovi una lista dei più importanti:

antworten - befehlen - begegnen - danken - dienen - folgen - fehlen - gefallen - gelingen - glauben - gehorchen - gehören - helfen - leid tun - passen - passieren - raten - schmecken - verzeihen - weh tun

Molti di questi verbi possono venire usati nella forma passiva: in questo caso, il loro dativo non si trasforma in nominativo come avviene per gli altri verbi.

Riportiamo qui alcuni esempi di costruzione passiva con il dativo:

In questi esempi non compare alcun caso nominativo. Al suo posto, colui che subisce l'azione nella forma passiva viene espresso dal dativo.

Talvolta in questi costrutti viene inserito il soggetto pleonastico es:

Ad esempio, Mir wird von ihm geholfen può essere reso con: Es wird mir von ihm geholfen

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La forma impersonale con il Passivo

In tedesco sono possibili costruzioni passive con valore impersonale. Queste possono venir usate quando il parlante non desidera rivelare chi compie l'azione o non lo considera un dato importante.

Allo stesso scopo in italiano potremmo ad esempio dire: Si è riso molto.

In tedesco questa frase si esprimerà così:

Si noti che il pronome es svolge semplicemente la funzione di soggetto pleonastico.

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I verbi modali nella forma passiva

I verbi modali vengono frequentemente usati al passivo. Si osservi ad esempio:

Queste frasi ci offrono degli esempi per il presente, futuro, passato prossimo e preterito di questo costrutto. Avete notato che cosa accade ai verbi modali e al verbo werden?

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Alcune forme alternative al passivo

Ecco alcuni modi, peraltro molto usati, per eludere la forma passiva in tedesco:

Il "trucco" più frequente è costituito dall'uso del pronome impersonale man (si, uno).

sein...zu più infinito è spesso usato per sostituire costrutti passivi che esprimono possibilità o necessità.

sich lassen più infinito può essere usato per sostituire costrutti passivi che esprimono possibilità.

Talvolta la forma riflessiva può sostituire il passivo.

Riepiloghiamo ora attraverso degli esempi tutte alternative alla forma passiva:

ALTERNATIVE:

Come potete vedere, lo stesso concetto può essere espresso in diversi modi.

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Il congiuntivo preterito

Il congiuntivo preterito si può usare per esprimere:

In italiano corrisponde al congiuntivo imperfetto e al condizionale presente.


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Verbi regolari

Il congiuntivo preterito dei verbi regolari è identico al preterito indicativo:


 

Verbi irregolari

Il congiuntivo preterito dei verbi irregolari si basa anch'esso sul preterito indicativo. Si tenga però presente che, dove possibile (con a, o, u), si devono aggiungere le dieresi e alcune desinenze specifiche del congiuntivo.

Esempio:

Si noti la presenza di una e in tutte le desinenze del congiuntivo preterito.

Per quanto riguarda i verbi modali, quelli che presentano l'infinito con la dieresi, la mantengono anche nel congiuntivo preterito. I verbi sollen e wollen si comportano come verbi regolari (e cioè, come al preterito indicativo regolare).

Esempio:

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Il congiuntivo trapassato (Konjunktiv Plusquamperfekt)

Il congiuntivo trapassato si forma in modo simile all'indicativo Plusquamperfekt.

Si prende il congiuntivo preterito di haben o sein e si aggiunge il participio passato, ponendolo alla fine della frase:

Per inciso:

Ricordate bene il congiuntivo preterito di haben e sein?

Ve lo proponiamo di nuovo:

Eccovi ora alcuni esempi di congiuntivo trapassato usato per esprimere azioni inadempibili o irreali:

Con i verbi modali ci troveremo di fronte alla costruzione con il doppio infinito (e cioè, il participio passato si trasforma in un infinito, che viene immediatamente preceduto dall'infinito dipendente – di qui la denominazione di "doppio infinito").

Vi consigliamo di studiare con particolare attenzione questo costrutto, specialmente la frase introdotta da wenn: si noti infatti la particolare costruzione, in cui hätte compare prima del doppio infinito.

Ancora un esempio:

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La costruzione con würde

La costruzione con würde può sostituire ogni forma di congiuntivo, salvo i casi in cui apparirebbe più astruso del congiuntivo stesso.

Può corrispondere sia al nostro congiuntivo che al condizionale.

Per sostituire il congiuntivo preterito, questo costrutto si compone del congiuntivo preterito di werden più l'infinito del verbo. Naturalmente, l'infinito va posto alla fine della frase.

Ecco alcuni esempi della costruzione "würde + infinito" con valore di congiuntivo preterito:

Ed alcuni esempi della forma "würde + infinito" con valore di congiuntivo trapassato (plusquamperfekt)

Spesso la forma "würde + infinito" viene usata per esprimere la frase condizionale di un periodo ipotetico, mentre il congiuntivo si trova nella frase che esprime l'ipotesi (e che è introdotta da wenn - se):

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Il congiuntivo con als ob e als wenn

Dopo le espressioni als ob e als wenn – le quali significano entrambe come se – si usa il congiuntivo. Le due espressioni sono sempre precedute da una virgola:

Anche se non implica particolari difficoltà, bisogna però fare attenzione al tempo richiesto dalla frase introdotta da als wenn/als ob

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Il congiuntivo nel discorso indiretto

Il congiuntivo nel discorso indiretto si usa in contesti formali.

Quando citiamo direttamente ciò che ha detto qualcuno, useremo le virgolette per delimitarne l'enunciato:

Il discorso indiretto invece si usa quando riportiamo ciò che ha detto qualcun altro senza citarne le esatte parole:

Si noti in questo esempio che il futuro è stato sostituito dal condizionale e il pronome vostra in nostra. Anche l'avverbio di tempo domani si è relativizzato in il giorno seguente.

In contesti informali, i tedeschi per riportare ciò che ha detto qualcuno tendono ad usare semplicemente l'indicativo:

In contesti più formali, per riferire ciò che ha detto qualcuno, sentirete usare il congiuntivo:

Dunque nel tedesco scritto formale, nei giornali, riviste, notizie radiofoniche o televisive, e, naturalmente, in letteratura, verrà spesso usato il congiuntivo.

Il verbo "originale" del discorso diretto può esprimere un senso passato, presente o futuro. Il verbo del discorso indiretto dovrà mantenere questo senso: tra il verbo della frase principale ("egli disse") e della secondaria (la citazione) vi può dunque essere un rapporto di contemporaneità, posteriorità o anteriorità, che viene reso con il congiuntivo presente o passato.

Alcuni esempi in italiano:

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Il congiuntivo presente

Qui di seguito riportiamo la coniugazione del congiuntivo presente, che si usa nel disorso indiretto per esprimere un rapporto di contemporaneità tra il tempo della citazione e del verbo introduttivo (es.: er sagte):

Si noterà che queste forme sono molto simili al presente indicativo: in altre parole, si prende il tema verbale e si aggiungono le seguenti desinenze:

Congiuntivo presente del verbo sein:

Congiuntivo presente del verbo haben:

Congiuntivo presente del verbo werden:

Alcuni esempi:

In entrambi i casi avremmo potuto usare il congiuntivo preterito (...sie käme heute nicht / sie hätte doch kein Geld) o la forma con würde (...sie würde heute nicht kommen). In genere queste forme si usano quando si vogliono prendere un po' le distanze da ciò che si sta riferendo.

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Il congiuntivo perfetto

Il congiuntivo perfetto si usa nel discorso indiretto per dare un senso passato al verbo della citazione, ovvero di anteriorità rispetto al verbo introduttivo (er sagt). Esso è formato dal presente congiuntivo dell'ausiliare haben o sein e dal participio passato del verbo. E' strutturato in modo molto simile al perfetto indicativo:

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Il congiuntivo futuro

Il futuro congiuntivo è formato dal presaente congiuntivo dell'ausiliare werden e dall' infinitio del verbo. E' strutturato in modo del tutto simile al futuro indicativo:

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La forma ottativa

Il congiuntivo presente si usa talvolta per esprimere desideri:

E inoltre sulle lapidi si legge spesso:

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Il genere dei sostantivi

In tedesco gli esseri di sesso maschile sono generalmente (vi è qualche eccezione) anche di genere maschie, e così quelli di sesso femminile sono di genere femminile. Gli oggetti inanimati possono essere invece maschili, femminili o neutri.

Non essendoci corrispondenza con l'italiano, la cosa migliore è imparare a memoria i nomi con il loro genere (vale a dire con l'articolo che li accompagna). Vi sono tuttavia delle linee generali su cui ci si può basare orientativamente per dedurre il genere dei vocaboli che non si conoscono.

Sostantivi di genere maschile:

Sostantivi neutri:

Sostantivi di genere femminile:

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I Casi

I casi segnalano la particolare funzione che ha un nome all'interno della frase. In tedesco vi sono quattro casi:

Il nominativo

L'accusativo

Il dativo

Il genitivo

N.B.: I casi si usano anche con le preposizioni.

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Il nominativo

Le forme al nominativo dell'articolo determinativo, dimostrativi (es.: dieser), articolo indeterminativo ed aggettivi possessivi (es.: unser) sono:

N.B.: Si può notare che al nominativo le desinenze degli articoli ed aggettivi possessivi sono simili solamente nel femminile. Nel il maschile ed il neutro esse variano.

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L' accusativo

Le forme all'accusativo dell'articolo determinativo, dimostrativi (es.: dieser), articolo indeterminativo e aggettivi possessivi (es.: unser) sono:



Maschile: den Mann, diesen Mann - einen Mann, unseren Mann

N.B.: Solamente il maschile cambia forma dal nominativo all'accusativo.

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Il dativo

Le forme al dativo dell'articolo determinativo, dimostrativi (es.: dieser), articolo indeterminativo ed aggettivi possessivi (es.: unser) sono:



N.B.: Nel dativo plurale, a tutti i nomi che non terminano già in -n o con desinenza in -s si deve aggiungere -n o -en (es.: den Leuten)

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Il genitivo

Le forme al genitivo dell'articolo determinativo, dimostrativi (es.: dieser), articolo indeterminativo ed aggettivi possessivi (es.: unser) sono:



N.B.: Ai nomi maschili e neutri nel caso genitivo si deve aggiungere una -s (con alcune eccezioni - come des Herrn, des Kollegen)

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Riepilogo di der e ein

Ecco un riepilogo di tutti i casi:

CASO

maschile

neutro

femmin.

plurale

Nominativo

der Mann

ein Mann

das Auto

ein Auto

die Frau

eine Frau

die Leute

keine Leute

Accusativo

den Mann

einen Mann

das Auto

ein Auto

die Frau

eine Frau

die Leute

keine Leute

Dativo

dem Mann

einem Mann

dem Auto

einem Auto

der Frau

einer Frau

den Frauen

keinen Frauen

Genitivo

des Mannes

eines Mannes

des Autos

eines Autos

der Frau

einer Frau

der Frauen

keiner Frauen

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I derivati di der e ein

I derivati di der si comportano come l'articolo determinativo der.

Essi sono: dieser, jeder, jener, mancher, solcher, welcher, alle (pl.)

Esempi: Kennst du diesen Mann? Für welches Kind ist das? Alle Kollegen kommen mit.

I derivati di ein si comportano come l'articolo indeterminativo ein.

Essi sono: kein, mein, dein, sein, ihr, unser, euer, Ihr

Esempi: Wir sehen unser Auto. Das ist für unseren Lehrer. Er kommt mit einem Freund.

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Il pronome

I pronomi sono parti del discorso che sostituiscono dei nomi. Il loro comportamento è molto simile a quello dei nomi: essi mutano la loro forma a seconda del genere, numero e caso.

Vi sono pronomi personali, riflessivi e relativi.

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I quattro casi

Così come i nomi, anche i pronomi hanno quattro casi:

L'uso di questi pronomi è identico a quello dei nomi che essi rappresentano

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Riepilogo

Ecco una tabella con l'insieme di tutti i pronomi:

Nominativo

ich

du

er

es

sie

wir

ihr

sie / Sie

Accusativo

mich

dich

ihn

es

sie

uns

euch

sie / Sie

Dativo

mir

dir

ihm

ihm

ihr

uns

euch

ihnen / Ihnen

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Il pronome riflessivo

I pronomi riflessivi sono elementi che si riferiscono al soggetto della frase.

Nel primo esempio, il soggetto e il complemento oggetto (lei e me) non sono la stessa cosa o persona. Nel secondo esempio, invece, il soggetto e il complemento oggetto (io e mi) sono la stessa persona.

I pronmi riflessivi sono identici ai pronomi personali di cui si è già discusso, eccetto che nella terza persona singulare (er/es/sie) e plurale (sie), e nella forma di cortesia (Sie), in cui il pronome riflessivo è sich.

I pronomi riflessivi potranno essere o al dativo o all'accusativo, a seconda della loro funzione nella frase. Si vedano gli esempi seguenti:

Ecco un riepilogo:

Accusativo:

mich

dich

ihn

es

sie

uns

euch

sie

Sie

Dativo:

mir

dir

ihm

ihm

ihr

uns

euch

ihnen

Ihnen



Si tenga presente che i pronomi sono così ordinati: io, tu, lui, esso, lei, noi, voi, essi, lei/loro (forma di cortesia).

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Il pronome relativo e la frase relativa

I pronomi relativi (in italiano: che, il quale, di cui, ecc.) introducono le frasi relative. Le frasi relative danno informazioni su nomi o pronomi contenuti in un'altra frase. Si vedano gli esempi seguenti in italiano:

Le frasi in grassetto sono le frasi relative. Queste frasi danno informazioni sui i nomi nelle frasi principali, specificandoli ulteriormente. Nel terzo periodo ad esempio non stiamo parlando di un uomo qualsiasi, ma di uno particolare, e cioè quello che ha fatto ciò.

In tedesco, a differenza dell'inglese, il pronome relativo deve sempre essere espresso.

Ma quali sono i pronomi relativi in tedesco?

Come si può vedere dalla tabella seguente, essi sono simili all'articolo determinativo:

Pronomi relativi

Caso

maschile

neutro

femmin.

plur.

Nominativo:

der

das

die

die

Accusativo:

den

das

die

die

Dativo:

dem

dem

der

denen

Genitivo:

dessen

dessen

deren

deren



Si può dire anzi che le forme del pronome relativo sono identiche all'articolo determinativo eccetto che nel dativo plurale e nel genitivo sia singolare che plurale.

Ora che conosciamo le forme del pronome relativo, non ci resta che osservarne l'uso:

Riprendiamo gli esempi precedenti:

Osserviamo nel primo esempio il pronome relativo che, e chiediamoci a che cosa si riferisce. La risposta è: a "uomo", nome maschile e singolare - Chiediamoci poi quale funzione il pronome riservi all'interno della frase; scopriremo che si tratta del complemento oggetto (accusativo).

Ne consegue che la forma corretta del pronome relativo sarà maschile, singolare, accusativo = den

Con lo stesso procedimento scopriremo che di cui nel secondo esempio sarà o von dem o über den, a seconda di quale preposizione useremo, e che nel terzo esempio sarà der.

Così, è bene ricordare:

Importante:

Ribadiamo che in tedesco il pronome relativo non va mai omesso! Inoltre: le relative sono frasi subordinate, il che significa che il verbo deve essere posto alla fine della frase. Le frasi relative infine, come di norma le frasi subordinate in tedesco, devono essere precedute dalla virgola.

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L'aggettivo predicativo

Gli aggettivi predicativi (quelli che seguono il nome che qualificano) non hanno desinenze.

Esempi:

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L'aggettivo attributivo

Gli aggettivi attributivi precedono il nome e prendono desinenze, determinate da ciò che li precede (ad es. un articolo determinativo o indeterminativo, oppure nessun elemento).

Esempi:



Analizziamo ora le desinenze dell'aggettivo attributivo dopo l'articolo determinativo e indeterminativo:

AGGETTIVI ATTRIBUTIVI AL SINGOLARE

Caso:

maschile

neutro

femmin.

Nominativo:

der nette Mann

ein netter Mann

das nette Kind

ein nettes Kind

die nette Frau

eine nette Frau

Accusativo:

den netten Mann

einen netten Mann

das nette Kind

ein nettes Kind

die nette Frau

eine nette Frau

Dativo:

dem netten Mann

einem netten Mann

dem netten Kind

einem netten Kind

der netten Frau

einer netten Frau

Genitivo:

des netten Mannes

eines netten Mannes

des netten Kindes

eines netten Kindes

der netten Frau

einer netten Frau



N.B.: Oltre all'articolo determinativo: derjenige, derselbe, dieser, jener e jeder.

Oltre all'articolo indeterminativo: kein e gli aggettivi possessivi (mein, dein, ecc.)

Ad un primo sguardo la declinazione dell'aggettivo può apparire complicata. Si consideri tuttavia che:

Al plurale le desinenze dell'aggettivo attributivo dopo l'articolo determinativo e indeterminativo sono le seguenti:

Nominativo:

die netten Leute

keine netten Leute

Accusativo:

die netten Leute

keine netten Leute

Dativo:

den netten Leuten

keinen netten Leuten

Genitivo:

der netten Leute

keiner netten Leute



Semplificando, si può dire che le desinenze plurali dell'aggettivo attributivo dopo l'articolo determinativo e indeterminativo sono sempre -EN.

Riepilogo:

Le desinenze attributive dopo der e ein sono le seguenti:

dopo der - e [gute] (maschile, singolare), en [guten] (femminile, singolare), en [guten] (plurale)

dopo das - e [gute] (neutro, singolare)

dopo die - e [gute] (femminile, singolare), en [guten] (plurale)

dopo den - en [guten]

dopo dem - en [guten]

dopo des - en [guten]

dopo kein - er [guter] (maschile, singolare), es [gutes] (neutro, singolare)

dopo keine - e [gute] (femminile, singolare), en [guten] (plurale)

dopo keinen - en [guten]

dopo keinem - en [guten]

dopo keines - en [guten]

dopo keiner - en [guten]

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L'aggettivo attributivo: aggettivi non preceduti dall'articolo

Se l'aggettivo attributivo non è preceduto da alcun articolo, le desinenze, ad eccezione del genitivo maschile e neutro, sono le stesse dell' articolo determinativo, e costituiscono la cosiddetta declinazione forte. Seguono questa declinazione anche gli aggettivi preceduti da dessen, deren, wessen, manch, solch e welch.

Analizziamo queste desinenze attraverso la seguente tabella:

Caso:

maschile

neutro

femmin.

plurale

Nominativo:

guter Wein

gutes Bier

gute Milch

gute Kinder

Accusativo:

guten Wein

gutes Bier

gute Milch

gute Kinder

Dativo:

gutem Wein

gutem Bier

guter Milch

guten Kindern

Genitivo:

guten Weins

guten Biers

guter Milch

guter Kinder



Se ci ricordiamo la declinazione dell'articolo determinativo (der), non dovrebbero sorgere problemi con le desinenze dell'aggettivo attributivo. In ogni caso, attenzione al genitivo maschile e neutro!

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Il participio con valore di aggettivo

In tedesco, sia il participio presente che il passato possono essere usati in funzione di aggettivi. Usati con questa funzione, prendono le dovute desinenze attributive.

PARTICIPIO PRESENTE:

PARTICIPIO PASSATO:

Finchè ricordiamo le corrette desinenze dell'aggettivo attributivo, non dovrebbero sorgere difficoltà.

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Il grado comparativo e superlativo dell'aggettivo

In tedesco, per formare un comparativo, si deve sempre aggiungere -er alla forma base dell'aggettivo. Ciò è simile ad una forma di comparativo in inglese (es.: She is nicer than my sister). Se usiamo un aggettivo con funzione attributiva, dovremo aggiungere anche le opportune desinenze.

Esempi:

Per formare il superlativo, si aggiunge -st, o -est se l'aggettivo termina con t, d, o con un gruppo consonantico. Si noti anche stavolta la similitudine con una delle forme di superlativo in inglese (es.: She is the nicest girl in the class). Se usiamo un aggettivo in funzione attributiva, dovremo aggiungere anche le opportune desinenze.

Esempi:

Non è complicato, ma non bisogna dimenticare che vi sono anche forme irregolari.

Ve le ricordate?

FORMA BASE - COMPARATIVO - SUPERLATIVO

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Il grado comparativo e superlativo dell' avverbio

La formazione del comparativo dell'avverbio in tedesco è simile a quella dell'aggettivo predicativo. Dunque, si aggiunge sempre -er:

Sie singt besser.

Si ricordi che talvolta bisogna mettere la dieresi, come ad esempio per: er kommt öfter!

Per formare il superlativo di un avverbio si usa l'espressione invariabile am ...sten . Se il tema dell'avverbio termina in t, d o in un gruppo consonantico, si userà l'espressione am ...esten.

Esempi:

Anche per il superlativo non si dimentichi che talvolta compare anche la dieresi: er kommt am öftesten.

Naturalmente, vi sono anche le forme irregolari:

FORMA BASE - COMPARATIVO - SUPERLATIVO

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L'aggettivo sostantivato

In tedesco, è possibile trasformare un aggettivo in sostantivo usando la lettera maiuscola. Per gli aggettivi attributivi, le desinenze rimangono invariate.

Esempi:

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Preposizioni che reggono l'accusativo

Le preposizioni bis, durch, entlang (posticipato al nome), für, gegen, ohne, um sono sempre seguite dall'accusativo. Si noti che la preposizione entlang segue il nome che accompagna.

Esempi:

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Preposizioni che reggono il dativo

Le seguenti preposizioni si usano sempre con il dativo:

Ecco alcuni esempi di preposizioni usate con il dativo:

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Preposizioni che reggono sia il dativo che l'accusativo

Un certo numero di preposizioni può essere seguito o dal dativo o dall'accusativo, a seconda del significato che assumono nel discorso.

Ad esempio, la preposizione in può avere una duplice valenza: di stato oppure di moto:

Vi sono nove preposizioni in tedesco che, per le medesime ragioni, possono reggere o il dativo o l'accusativo.

Ne seguirà un elenco. Riassumendo, si può dire che se rispondono alla domanda wo? (dove? In quale luogo?), sono seguite dal dativo. Se invece rispondono alla domanda wohin? (dove? Verso quale luogo?) o woher? (da dove?) sono seguite dall'accusativo.

PREPOSIZIONI CON IL DATIVO/ACCUSATIVO:

Nonostante non implichino eccessive difficoltà, nell'usarle è consigliabile prestare la massima attenzione.

Ecco alcuni esempi:

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Preposizioni che reggono il genitivo

Le preposizioni più comuni usate con il genitivo sono:

Esempi:

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Preposizioni con il dativo/accusativo in particolari accezioni

In diversi casi in tedesco (e, per chi ha famigliarità con l'inglese, anche in questa lingua) le preposizioni si usano in senso per così dire "figurato", in quanto non indicano alcuna relazione spaziale.

E cioè, ad es. la frase Er wartet auf seinen Freund significa, naturalmente, che egli sta aspettando il suo amico e non su di lui.

Vi forniamo alcuni esempi comuni di preposizioni usate in senso non letterale:

Esempi:

Vi sono moltri altri usi di preposizioni come quelli riportati sopra. Provate a cercarli nel vostro dizionario!

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L'ordine delle parole nelle frasi affermative ed interrogative

Nelle frasi affermative reggenti il verbo coniugato occupa generalmente il secondo posto, ed è spesso preceduto dal soggetto

Esempio:

Ma per enfatizzare una determinata parola o frase, questa può essere posta all'inizio della frase. Applicando questo criterio, il verbo rimane al secondo posto, seguito dal soggetto. Inoltre, solamente un elemento può precedere il verbo coniugato.

Esempi:

Le frasi interrogative si possono formulare in tedesco in tre diversi modi:

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Le frasi reggenti e le preposizioni coordinative

Le frasi reggenti (o principali) costituiscono asserzioni indipendenti, che per così dire "stanno in piedi da sole" e non hanno bisogno di altri elementi al di fuori di esse per completarle.

Esempio:

Le frasi introdotte da congiunzioni coordinative (aber, denn, sondern, und) sono dunque frasi reggenti

Si noti anche che dopo le congiunzioni aber, denn, sondern e und l'ordine della frase seguente resta immutato.

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Le frasi secondarie e le congiunzioni subordinative

Le frasi secondarie non costituiscono asserzioni autonome, e sono dipendenti da qualche altro elemento del periodo che ne completi il significato perchè abbiano senso.

La frase che lui sia qui, ad esempio, resta priva di significato finchè non troviamo degli elementi al di fuori di essa che la completino: prendiamo Sono felice.

Il periodo Sono felice che lui sia qui ha significato. La frase che lui sia qui è una frase secondaria.

Le frasi secondarie sono introdotte da congiunzioni subordinative.

La versione tedesca dell'esempio appena preso in esame è: Ich freue mich, dass er hier ist.

La congiunzione dass è una congiunzione subordinativa.

Alcuni elementi (come ad esempio i pronomi relativi e gli avverbi interrogativi) possono comportarsi anche come congiunzioni subordinative.

Esempio:

Sarebbe bene imparare a memoria le congiunzioni subordinative di uso più frequente, e cioè:

Esempi:

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Frasi indirette affermative ed interrogative

Le frasi indirette, sia affermative che interrogative, si esprimono con il congiuntivo. Vengono applicate le regole del discorso indiretto.

Le frasi indirette sono generalmente introdotte da dass. Il dass si può omettere, senza che venga intaccato l'ordine delle parole.

Esempio:

Le domande introdotte da un avverbio o pronome interrogativo vogliono il verbo coniugato alla fine della frase.

Le domande che non iniziano con un avverbio o pronome interrogativo (come wer, wo, wie) vengono introdotte dalla congiunzione ob e sono frasi secondarie (e cioè, il verbo coniugato va posto alla fine della frase).

Ecco un esempio:

DOMANDA DIRETTA: Er fragt: "Hat sie heute Zeit?"

DOMANDA INDIRETTA: Er fragt, ob sie heute Zeit hätte. Oppure: Er fragt, ob sie heute Zeit habe.

Se la domanda è introdotta da un avverbio o pronome interrogativo (come wer, wo, wie), anche la domanda indiretta verrà introdotta da quell'elemento interrogativo, e il verbo coniugato verrà posto alla fine della frase.

DOMANDA DIRETTA: Er fragt: "Wann hat sie Zeit?"

DOMANDA INDIRETTA: Er fragt, wann sie Zeit hätte. Oppure: Er fragt, wann sie Zeit habe.

Come è illustrato in questi esempi, dovremo prestare una certa attenzione ai tempi verbali!

Se Erna ha chiesto "lui viene oggi?" noi useremo il congiuntivo presente.

Se Erna ha chiesto "lui verrà oggi?" noi useremo il congiuntivo futuro.

Se Erna ha chiesto "lui è venuto oggi?" noi useremo il congiuntivo perfetto.

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I comandi indiretti

Come per le frasi indirette, anche i comandi indiretti richiedono l'uso del congiuntivo.

Un comando indiretto viene espresso attraverso un tempo appropriato del congiuntivo del verbo sollen. (In questo vi è una similitudine con l'inglese).

Si osservino i seguenti esempi:

COMANDO DIRETTO: Egli disse: fallo ora!
COMANDO INDIRETTO: Egli disse di farlo ora.

E la loro traduzione in tedesco e in inglese:

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L'infinito dipendente dai verbi modali e da hören, sehen e lassen

L'infinito dipendente dai verbi modali (können, dürfen, mögen, wollen, müssen, sollen) e dai verbi hören e sehen, così come da altri verbi di percezione e dal verbo lassen, è posto alla fine della frase e senza zu.

Esempi:

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Il doppio infinito con i verbi modali e i verbi hören, sehen, lassen

Se noi usiamo questi verbi al passato prossimo (Perfekt) senza alcun infinito dipendente, i loro rispettivi participi passati sono i seguenti:

Quando invece i verbi modali, hören, sehen e lassen nei loro tempi composti sono usati con un infinito dipendente, essi stessi compariranno all'infinito (al posto del participio passato), e saranno immediatamente preceduti dall'infinito dipendente – di qui si parla di costruzione con il doppio infinito.

Alcuni esempi:

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La costruzione con zu e l' infinito

Come abbiamo visto, l'infinito dipendente dai verbi modali e dai verbi hören, sehen (e certi altri verbi di percezione come fühlen) e lassen viene collocato alla fine della frase.

Esempi:

Con tutti gli altri verbi l'infinito dipendente non solo è posto alla fine della frase, ma è anche preceduto dalla congiunzione zu.

Esempi:

Si incontrano anche diverse espressioni che incorporano la "costruzione con zu".


I prefissi separabili precedono il zu, cosicchè si avranno costruzioni simili a queste:

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Le costruzioni um...zu, (an)statt...zu e ohne...zu

Nelle costruztioni um...zu, (an)statt...zu e ohne...zu l' infinito dipendente preceduto da zu viene posto alla fine della frase.

Esempi:

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La costruzione participiale (das erweierte Partizip)

Mentre in italiano se vogliamo aggiungere una serie di informazioni ad un sostantivo dobbiamo ricorrere ad una perifrasi o ad una frase secondaria, in tedesco tramite la cosiddetta "costruzione participiale" si può incorporare nella frase stessa, prima del nome, tutta una serie di informazioni aggiuntive ad esso.

Per capire meglio di che cosa si tratta, seguiamo questi passaggi:

Siamo certo in grado di tradurre prontamente espressioni come le seguenti:

Ma ecco che la traduzione si fa più difficoltosa non appena ci troviamo di fronte a costruzioni come la seguente:

Essa si può rendere con: la donna che aspettava da lungo tempo davanti alla casa

Come si può vedere, in tedesco è possibile introdurre un certo numero di informazioni su un dato sostantivo prima del sostantivo stesso, o più precisamente tra l'articolo e il nome.

Sia il participio presente che il passato, coniugati con le corrette desinenze aggettivali, nella lingua tedesca si incontrano abbastanza di frequente con questa costruzione.

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I numeri ordinali

I numeri cardinali (uno, due, tre) in tedesco non assumono desinenze, eccetto "ein" (con valore di "un", "uno" ecc.)

Esempio:

I numberi ordinali (primo, secondo, terzo) assumono invece le desinenze degli aggettivi attributivi.

Esempi:

I numeri ordinali da 1 a 25 sono i seguenti (Il trattino dopo il numero sta a significare che va aggiunta la corretta desinenza):

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I numberi cardinali

In tedesco i numeri da 1 a 12 devono essere memorizzati. Vediamoli nella tabella:



Numeri cardinali

1

eins

4

vier

7

sieben

10

zehn

2

zwei

5

fünf

8

acht

11

elf

3

drei

6

sechs

9

neun

12

zwölf



Tutti gli altri numeri al di sopra di venti (zwanzig) sono una combinazione di questi numeri.

es.: 13 = dreizehn, 14 = vierzehn, 15 = fünfzehn, 16 = sechzehn, 17 = siebzehn, 18 = achtzehn, 19 = neunzehn

Poi, vanno memorizzati anche i seguenti:

20 = zwanzig, 30 = dreißig , 40 = vierzig, 50 = fünfzig, 60 = sechzig, 70 = siebzig, 80 = achtzig, 90 = neunzig,

100 = (ein)hundert, 200 = zweihundert, 300 = dreihundert, 400 = vierhundert ecc.

Ora dobbiamo semplicemente unire i numeri che abbiamo imparato frapponendo fra loro und:

Il numero 21 sarà quindi einundzwanzig, il numero 22 zweiundzwanzig ecc.

422 sarà vierhundertzweiundzwanzig, 598 sarà fünfhundertachtundneunzig ecc.

Poi avremo:

1000 = (ein)tausend, 2000 = zweitausend, 3000 = dreitausend, 4000 = viertausend ecc.

E così,

1001 = tausendeins, 1002 = tausendzwei,

1101 = tausend hunderteins, 2222 = zweitausend zweihundertzweiundzwanzig

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Le nuove regole ortografiche

Ecco alcune linee guida sulla nuova ortografia della lingua tedesca. Per una trattazione più dettagliata si consulti la Home Page on Rechtschreibung dell' Institut für Deutsche Sprache.

Le maiuscole

Cambiamenti ortografici rilevanti

Regole ortografiche per i composti

Divisione in sillabe e di parole tramite il trattino

L'interpunzione

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Glossario dei termini grammaticali

[A] [B] [C] [D] [E] [F] [G] [H] [I] [K] [L] [M] [N] [O] [P] [R] [S] [T] [U] [V] [W] [Z]

Accusativo: E' il caso che individua il complemento diretto del verbo (es.: Ich sehe den Mann). Si usa inoltre con le seguenti preposizioni: durch, für, gegen, entlang, ohne, um

Aggettivo: Serve ad indicare la qualità di un nome (Das schöne Schloss)

Aggettivo attributivo: E' l'aggettivo che precede il nome a cui si riferisce. Prende determinate desinenze.

Aggettivo predicativo: E' un aggettivo separato dal nome a cui si riferisce tramite il verbo. E' privo di desinenze (Das Haus ist schön.)

Aggettivo possessivo: Gli aggettivi possessivi sono: mein, dein, sein, ihr, unser, euer, Ihr

Antecedenti: E' una parte del discorso già menzionata a cui ci si riferisce. (L'uomo che vedi è mio padre – "l'uomo" è l' antecedente di "che"

Articolo determinativo: E' rappresentato dagli articoli der, das, die con tutte le loro varie forme

Articolo indeterminativo: E' rappresentato dagli articoli ein, eine, ein con le loro declinazioni

Ausiliari (Verbi): Servono appunto di ausilio ad altri verbi (ad es. per formare tempi verbali composti), e sono sein, haben, werden e i verbi modali (Ich muss es machen, Ich habe es gemacht, Ich bin gekommen, Ich werde es tun)

Avverbio: E' una parola che determina un verbo, un aggettivo o un altro avverbio (Er singt schön, Das sehr schöne Schloss ist beliebt, Er läuft wirklich schnell)

Avverbio interrogativo: Comprende parole come wann, wie, wo, woher, wohin, wofür, womit, ecc.



[Indice alfabetico]

Caso: E' la funzione che riveste un dato sostantivo (con relativo articolo e aggettivo) o pronome all'interno della frase. I casi indicano se queste parti del discorso sono un soggetto, complemento diretto o indiretto o esprimono un possesso. Il tedesco contempla quattro casi: Nominativo, Accusativo, Dativo, Genitivo

Comparativo: E' la forma dell'aggettivo o avverbio che si usa per confrontare due o più cose (Sie ist größer als er, Er fährt schneller als ich)

Complemento: Serve appunto a completare l'informazione relativa ad un nome o ad un verbo. Può essere diretto o indiretto (Ich sehe ihn, Ich kaufe ihm ein Auto)

Composto: E' la combinazione di due o più sostantivi, verbi, ecc. (Hauptpostamt, kennen lernen)

Concordanza: E' la corretta relazione tra le parti del discorso, come ad es. tra soggetto e verbo o tra aggettivo e nome

Congiuntivo: E' il modo che esprime serve ad esprimere dubbio, possibilità, condizioni non reali o cortesia; corrisponde non solo al congiuntivo, ma anche al condizionale italiano. Si usa anche nel discorso indiretto (Das könnte stimmen, Wenn ich könnte, würde ich kommen, Würden Sie bitte so nett sein, Er sagte, er käme erst morgen)

Congiunzione: Le congiunzioni sono parole che servono a connettere le frasi tra loro (Ich weiß, dass er heute kommt)

Congiunzione coordinativa: Sono le congiunzioni aber, denn, sondern, e und. Non influenzano l'ordine della frase.

Congiunzione subordinativa: Sono subordinative le congiunzioni come daß, ob, weil, wenn. Con esse il verbo va posto alla fine della frase, proprio perchè introducono frasi subordinate (Es ist wahr, dass er auch kommen will.)

Costruzione participiale: Si tratta di informazioni aggiuntive costituite da aggettivi, avverbi, verbi, nomi ecc. che vengono attribuiti ad un nome. Il tedesco ha la peculiarità di inglobare molti elementi in questi costrutti posti prima del nome a cui si riferiscono. Per renderli in italiano bisogna ricorrere ad una frase secondaria (Die schon seit ziemlich langer Zeit wartende Frau ging plötzlich weg)



[Indice alfabetico]

Dativo: Costituisce l'oggetto indiretto del verbo (= il complemento di termime); indica cioè a chi è rivolta l'azione compiuta dal soggetto (es.: Ich kaufe ihm das Buch). Il dativo si usa anche dopo le prepositioni aus, außer, bei, mit, nach, seit, von, zu



[Indice alfabetico]

Forma attiva: Si ha quando è il soggetto a compiere l'azione espressa dal verbo (Er schreibt den Brief)

Forma passiva: Nella forma passiva il soggetto subisce l'azione espressa dal verbo (Ich wurde von einem Hund gebissen)

Frase: E' l'unità più piccola del periodo. Il periodo può essere costituito anche da una sola frase (Er kommt nach Hause) – Sinonimo: proposizione

Frase reggente: E' la frase che possiede autonomamente un senso compiuto (Er singt schön.) - Sinonimo: frase principale

Frase relativa: Si tratta di una frase secondaria che fornisce un'informazione specifica su un nome o un pronme (Der Mann, den du siehst, ist mein Vater)

Frase subordinata: E' una frase che dipende da altri elementi esterni per avere un significato compiuto (es.: dass er hier ist, ob er kann) – Sinonimo: frase secondaria



[Indice alfabetico]

Genere: Indica se un determinato nome è maschile (der), neutro (das) o femminile (die)

Genitivo: E' il caso che indica un possesso o relazione tra persone, animali o cose (Ich wohne im Haus meiner Mutter, Peters Buch liegt hier, Das Dach unseres Hauses ist kaputt)



[Indice alfabetico]

Imperativo: Questo modo verbale si usa per esprimere richieste, dare ordini o comandi (Geh in die Küche!, Kommen Sie bitte um zwei)

Infinito: E' la forma base del verbo, che costituisce la voce nei dizionari e negli elenchi verbali (lernen, machen, tun, wandern, sein)



[Indice alfabetico]

Modo: Indica se il verbo è al congiuntivo, indicativo, interrogativo, o imperativo



[Indice alfabetico]

Nome: E' la parte del discorso che designa persone, animali, cose, luoghi, idee e qualità. I nomi tedeschi hanno un genere (maschile, neutro, femminile - der, das die), e presentano un caso (Nominativo, Accusativo, Dativo, Genitivo). Possono essere singolari o plurali. I nomi nei dizionari o altre liste di parole sono elencati al caso nominativo. - Sinonimo: sostantivo

Nominativo: E' il caso che designa il soggetto di una frase. Il soggetto è colui che svolge l'azione attiva espressa dal verbo (Er macht es) e ne subisce la passiva (Das Kind wird gewaschen)

Numeri cardinali: Sono i numeri che usiamo per esprimere una data quantità di oggetti (eins, zwei, drei, vier, fünf ...)

Numeri ordinali: Sono numeri che definiscono un dato ordine di cose (erst-, zweit-, dritt- = primo, secondo, terzo)

Numero: Il numero riferito ad un nome o ad un pronome ci dice se questo è singolare o plurale



[Indice alfabetico]

Participio: E' una forma verbale usata o come aggettivo o per formare un tempo composto. Il participio presente si forma aggiungendo -d all' infinito (Sie hört das weinende Kind nicht, Das fehlende Handtuch war schmutzig); Il participio passato di norma è formato dal prefisso ge- e dalla desinenza -t, -et o -en (Sie hat es gehört, Er ist gekommen), ma vi sono alcuni verbi che non ammettono il -ge (Ich habe studiert).

Parti del discorso: Si tratta dei singoli elementi della frase come il nome, il pronome, l'aggettivo

Periodo ipotetico: E' un periodo formato da due proposizioni, una principale ed una subordinata introdotta da wenn (= se) ed indicante una condizione o una ipotesi (wenn das Wetter schön ist, gehen wir spazieren)

Pleonastico: Si dice di elemento grammaticalmente o concettualmente non necessario

Possessivo: vedi genitivo

Predicato nominale: E' presente con determinati verbi come sein, heißen, werden. Il nome dopo questi verbi è il predicato nominale ed è al caso nominativo. Il predicato Nominale e il soggetto della frase coincidono (Ich bin ein kleiner Mensch)

Preposizione: E' un elemento di connessione tra le parti del discorso, che ne segnala la relazione (es.: Er geht durch den Garten)

Pronome: E' la parte del discorso che sostituisce il nome (der Mann = er, das Haus = es, die Frau = sie, die Leute = sie). I pronomi si comportano in modo identico ai nomi

Pronome interrogativo: Comprende wer e was, in tutte le loro forme

Pronome personale: I pronomi personali sono: ich, du, er, es, sie, wir, ihr, sie/Sie

Pronome relativo: E' il pronome (come "che" o "il quale") che introduce la frase relativa (Der Mann, den du siehst, ist mein Vater)

Pronome riflessivo: E' un pronome che si riferisce al soggetto di una frase di cui è complemento (Ich sehe mich im Spiegel, Ich kaufe mir Aspirin)



[Indice alfabetico]

Soggetto: Vedi Nominativo

Superlativo: E' il grado più elevato di un aggettivo o avverbio (Sie ist die größte, Sie läuft am schnellsten)



[Indice alfabetico]

Tema verbale: E' quella parte del verbo a cui si aggiungono suffissi e desinenze necessari per la coniugazione. Si tratta dell'infinito senza la sua desinenza en o n (lern, arbeit, tu, sei, hab)

Tempo: E' quella forma del verbo che indica il tempo in cui si svolge l'azione, e può essere presente, passato o futuro



[Indice alfabetico]

Verbi misti: Si tratta di verbi deboli irregolari, che mostrano cioè le caratteristiche sia dei verbi regolari, sia degli irregolari. Presentano una mutazione della vocale tematica, ma hanno la desinenza regolare (Es brannte gestern)

Verbi modali: Sono verbi ausiliari che indicano la modalità con cui vengono eseguite le azioni. Essi sono: können, dürfen, müssen, sollen, wollen, mögen

Verbo: Parte del discorso esprimente azione, esistenza o evento (Er kommt schon, Der Winter ist kalt, Es regnet bald).

Verbo debole: Si tratta di un verbo regolare. I verbi regolari si coniugano secondo determinate regole (ich lernte, du lerntest, er/es/sie lernte, wir lernten, ihr lerntet, sie lernten)

Verbo finito: E' il verbo che contempla un soggetto e viene coniugato secondo le varie persone (Ich will es machen, Ich gehe, Ich bin gekommen)

Verbo forte: E' un verbo irregolare. I verbi irregolari presentano, nella formazione del passato, una mutazione del tema o delle desinenze (ich war, du warst, er/es/sie war, wir waren, ihr wart, sie/Sie waren)

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