PATRONATO SCOLASTICO
DI SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA


AI GIOVANI LETTORI
della Biblioteca Circolante

1 Marzo 1921.

CARI AMICI,

   Così vi chiamo perchè il desiderio mi porta ad interessarmi di tutti voi.
    La Biblioteca è dunque cosa vostra nel senso che sarà indirizzata al conseguimento del maggiore vostro bene.        
    Essa non tenderà a piegarvi ad una od altra speculazione, scuola o forma di consociazione umana, tenderà invece ad arricchire la vostra mente, il vostro spirito, di cognizioni svariate e utili, tenderà a far si che voi possiate vedere la vita qual'è, non quale può vederla un singolo individuo, un'associazione, una teoria sociale qualsiasi.
    In questo io, vedete. insisto perchè convinto essere la base per mantenere negli anni maggiori quella libertà di spirito che ci fa giudicare con misura e serenità uomini e cose.
    Ma siccome voi siete giovani e non conoscete i libri, cosi vi saranno persone all'uopo deputate che vi indirizzeranno nelle letture.
    Come vedete, io sono già mezzo vecchio: ho vissuto sortendo da natura una certa tendenza all'osservazione, all’analisi.
    Orbene, in questa occasione propizia lasciate che io vi dica quanto ho imparato dalla vita perchè questo sarà per giovare a voi che state per entrarvi.
    Per prima cosa tenete presente questo, che senza la salute del corpo non si può nè godere, nè intendere la vita.
    Quindi voi dovete cominciare col curare e rispettare voi stessi; non compiere azione che possa menomare la vostra integrità fisica; non prevarìcare mai in nessun modo.
    Una triste abitudine a lungo andare acquista carattere di imperioso bisogno, diventa così un vizio, che è, poi difficilissimo sradicare.
    Altrettanto pregievole ed indispensabile è la salute, l’equilibrio dello spirito. Abituatevi a non pensare o compiere mai azioni delle quali possiate vergognarvi.
    Mirate in alto, contornate la vita delle maggiori idealità possibili.
    Il lavoro rappresenta la base d'ogni produzione; pregiatelo e onoratelo coll'assuefarvi per tempo alla fatica sia fisica che intellettuale.
    Di fronte al lavoro tutti abbiamo gli stessi doveri, perchè tutti consumiamo, quindi tutti siamo chiamati a produrre. Rispettate le opinioni altrui.
    Non siate mai assoluti nel sostenere le vostre, poichè tutto è relativo nel mondo; nessun occhio umano vede tutto, nessuna mente tutto comprende, il progresso è infinito.
    Siate ordinati in ogni senso e in ogni luogo; questo è il segreto per ritrarne dalle vostre occupazioni i maggiori vantaggi.
    Siate socievoli; uomo non puo appartarsi, ma deve vivere nella Società per la Società.
    Scopo della vita sia per voi quello di vieppiù innalzare, perfezionare il vostro io.
    Vero è che quanto sono andato dicendovi potrà riuscire oscuro per alcuni di voi ancora troppo giovani, ma se non potete comprendere oggi, vi farete spiegare da chi è in grado di farlo.
    Questo segnalibri è appositamente stampato perchè vi cada con frequenza sotto gli occhi, cosicchè crescendo negli anni, e alcuni di voi anche negli studi, comprenderete da soli tutta l’importanza di quanto sono andato suggerendovi, non già per posare da filosofo, ma perchè estremamente convinto che i maggiori godimenti, le più nobili soddisfazioni della vita sono riservate a chi sente e opera nobilmente.

Vostro: LUCHINO LUCHINI


N.B. E'questo uno scritto sbocciato più dal cuore che dalla mente di un grande amico dei giovani, fondatore del Patronato Scolastico e della Biblioteca Popolare, mancato nel 1924.
Si tratta,come vedete, di argomenti che sono ancora di piena attualità ed è per questo che abbiamo pensato di farveli conoscere.
Fatene tesoro e ne sarete contenti.

 

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