Luca Pallanti

 

 

 


 

 

su Luca Pallanti

La sua ricerca artistica, nata all’insegna del realismo, lo ha portato ad una serie di sperimentazioni, collegate in maniera più o meno esplicita a movimenti artistici contemporanei, che testimoniano il progressivo superamento dell’interesse per la figura da parte dell’artista, e il suo inevitabile approdo all’informale. L’adesione al minimalismo, cioè a quel movimento artistico che ricerca elementi linguistici e contenuti “minimi”, elementari, segna un ulteriore passaggio: all’attenzione per le composizioni e per i contrasti dei colori si sostituisce quella per le superfici e per i materiali; grazie all’uso degli stucchi, del polietilene, della cellulosa sulla telail quadro cessa di essere tale almeno nel senso tradizionale del termine. La cornice, infatti, non delimita più un campo bidimensionale illusorio: la superficie si increspa e si distende, la materia si addensa e si dissolve creando ora effetti plastici e vibrazione di luce, ora piani uniformi, su cui la luce si diffonde omogenea, per venire riflessa o assorbita. Il quadro assume una profondità non più apparente ma reale, conquista la terza dimensione e si inserisce nello spazio, ciò avviene in maniera ancora più evidente con le installazioni appese o appoggiate per terra, costituite da moduli isolati o da binomi, esse interagiscono con l’ambiente circostante, divenendo elementi di definizione spaziale. La ricerca estetica di Luca Pallanti non appare fine a se stessa, le sue opere possiedono sempre un forte potere evocativo e il nero, il grigio, il bianco e il bleu suscitano risonanze interiori, echi di paesaggi visti o sognati, emozioni vissute o attese.

BIOGRAFIA: Luca Pallanti è nato trentatre anni fa a Portogruaro (VE), città dove risiede attualmente. Ha conseguito la maturità presso il liceo artistico di Treviso ed è iscritto alla facoltà di conservazione dei beni culturali di Udine. Opera come designer. Le intenzioni minimaliste di Luca Pallanti, si rendono ancora più evidenti nelle sue sculture oggetto. Tali opere definiscono uno spazio concreto, non più una superficie o una dimensione virtuale anzi, facendo riferimento sulla forza dell’essenzialità e della serialità, esse voglio imporsi nello spazio come presenze che generano effetti architettonici. In verità le sculture mistilinee del giovane artista sembrano essere quasi frammenti di modanature che si siano ingigantiti e, ormai fuori dalle dimensioni e dal contesto consueti, abbiamo assunto un proprio significato autonomo: quello di un oggetto che non decora o non riempie uno spazio, ma lo genera e lo rende articolato. Luca Pallanti, dunque, con queste opere recenti si collega a quella tendenza della scultura contemporanea che, continuando la ricerca del minimalismo americano, aspira a creare architettura nell’architettura.

email: luca.pallanti@libero.it

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