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Acqua,
fonte di vita e morte
Il
rôri
Busina
l’Aga
tra gravis secis
menant lidrîs
di Int antiga.
Adalt cuiet
il rôri vieli
al smicja lagrimis
tal Fîl d’arint.
Nella lirica il vecchio rovere dall’alto delle ripe sente
rumoreggiare, in una delle non rare montane primaverili o autunnali,
le acque del Tagliamento che trasportano dal monte al mare le radici,
le gioie e le sofferenze del popolo friulano. Acqua fonte di vita come
ci insegna la storia dei popoli che hanno sempre preso dimora nei pressi
di fonti, risorgive, rii, fiumi.
Acqua liquido dagli incerti influssi tale da generare paure e negativi
effetti sull’uomo. Cinesi, Celti, Romani prima di insediarsi facevano
pascolare per mesi animali sui luoghi prescelti per poi analizzarne
il fegato e trarne auspici sull’eventuale misteriosa, pericolosa presenza
di fluidi ipogei. Antiche leggende friulane raccontano delle Aganis,
fate malefiche che regnavano nelle profondità delle acque dei fiumi
e negli antri dei rii boschivi uscendo dai loro siti per ghermire l’ignaro
pellegrino, il viandante, il bambino e succhiar loro la vita.
Acqua della Kau-sa che testimonia il sorgere di antichi abitati,
di monumentali tumuli, giacigli funebri di mitici guerrieri, del protostorico
Cjiscjelîr di Gradisca posto laddove “l’Acqua fragorosa”
uscita dalle forre montane regno d’aquile, orsi e camosci, confluisce
nel grande “Fiume impetuoso” il Till-avent: Acqua che unisce
la Patria.
Acqua madre per Spililmbergo ed i borghi sparsi nelle aste dei fiumi
e dei ruscelli che in tempi passati si perdeva tra le verzure dei boschi
ove erranti vagavano il cinghiale e il capriolo ed or si addentra tra
levar di ghiaie e stoppie di granturco grame.
Acqua di rogge che cantano le grandezze patriarcali, fonte di vita per
comitali e volgo, per arti e mestieri, per opifici e terra che da essa
trassero prestigio e desco, ora mortificate dall’ignavia e nel loro
vetusto andare.
Acqua gioia dei costruttori che spense l’arsura del sasso rovente della
Grava per creare legante, difese ed opere d’arte da tramandare ai posteri.
Acqua garrula battente sulle pale a far girar mulini per trarne farina,
sostentamento di vita.
Acqua che hai fatto muover opifici, battiferri, uomini che con fuoco,
maglio, incudine forgiarono strumenti di vita e di morte.
Acqua che scende, lenta tra colorate ghiaie ricche di silenzi e serenità,
generatrice di mille forme vitali.
Acqua limpido percorso, laboratorio biologico senza confini, libera
di andare ora e domani scevra da squassamenti umani. Acqua comunità,
aggregazione, fonte di lavoro, simbolo primario.
Acqua stagnante, acqua putrida, acqua sotterranea. Morte.
Acqua sorgiva, acqua corrente, acqua limpida, acqua salvifica. Acqua
di terra, di mare, di cielo, del corpo. Vita.
Agosto
2001
Il
pari Bessôl
che gnova matina
al cujeta il Frut
ch’al pant matutina.
INT
Int
besola
sbolfada di sanc,
cujeris di lacrimis
gotadis sudant.
Ligria no panduda
cuvierta dal sun
dai trops marums
glotuts dal sium.
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